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Automazione nei porti, quale futuro?

Genova - L’intervento di Davide Traverso, segretario regionale Fit-Cisl Liguria.

Genova - “Camalli e robot”... Così un sottotitolo di un articolo apparso sabato mattina sul Secolo XIX evidenziava che ci avviciniamo sempre più alla automatizzazione dei porti. Riteniamo doveroso come Fit-Cisl Liguria fare una valutazione su questo tema. L’automazione dovrà essere una risorsa, non una mannaia per tagliare posti di lavoro e sostituire lavoratori e lavoratrici con dei “robot”. Noi siamo totalmente contrari a una forma di automatizzazione = distruzione del lavoro portuale. Se invece l’automatizzazione verrà governata in sintonia con le parti sociali, con l’obbiettivo di rendere il lavoro portuale più sicuro, creando nuove figure lavorative, quindi formando e riqualificando i lavoratori stessi, questa sarà la proposta che ci vedrà propositivi e disponibili a partecipare alla nascita di una nuova era portuale.

In Nord Europa abbiamo avuto esempi di automatizzazione “selvaggia” dove tagliare posti di lavoro, quindi costi di produzione per i terminalisti, era l’unico interesse e questo ha creato conflitti sindacali che ancora oggi i porti del nord pagano. Sappiamo, che la modernità non può essere fermata, l’esempio ancora vivo è l’arrivo del container negli anni ‘60, che ha rivoluzionato le modalità di trasporto delle merci e ha modificato il lavoro portuale in modo epocale. L’automatizzazione sarà sicuramente il nuovo capitolo che dovrà essere scritto da tutte le parti attrici. Il mondo del lavoro non deve subire gli eventi, ma deve essere parte attiva nel processo di cambiamento.

La Fit-Cisl Liguria è disponibile a capire e a proporsi come parte diligente, nel proporre soluzioni e idee nuove per far sì che il lavoro, e chi lo svolge, vengano salvaguardati nel percorso di vita comune. Questo anche alla luce delle norme sempre più stringenti in materia di previdenza, che impediscono ai lavoratori di accedere alla pensione con un’età congrua alla attività svolta. Ci troveremo contrari a scelte diverse e saremo irremovibili nelle nostre idee, come dimostrato nel caso dell’autoproduzione. Se qualcuno vorrà fare dell’automatizzazione un “Bancomat sociale” e non mirerà a creare sviluppo e lavoro nel porto di Genova e nei porti della Liguria, Noi diremo no!! La Fit-Cisl Liguria è dalla parte del lavoro e dei lavoratori e non teme nessuna innovazione!

* L’autore dell’intervento è segretario regionale Fit-Cisl Liguria

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