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«Siamo cresciuti, malgrado la burocrazia» / INTERVISTA

La Spezia - Laghezza (spedizionieri La Spezia): «Attendiamo sempre alcune opere fondamentali».

La Spezia - Com’è la situazione del porto della Spezia? «La sensazione - afferma Alessandro Laghezza, presidente dell’associazione degli spedizionieri spezzini, in proroga fino a fine anno dopo la scadenza del suo secondo mandato - è positiva, dopo che negli anni passati è stato vissuto un cambio brusco ai vertici dell’Autorità portuale e del terminal Lsct, che per un periodo ha portato alla perdita di riferimenti. Ricucire il tessuto ha richiesto tempo. L’Autorità di sistema portuale dopo una fase di rodaggio ha preso conoscenza dei problemi e adesso ha preso la giusta direzione per la realizzazione delle opere. Purtroppo grava la burocrazia che allunga i tempi, mentre noi imprenditori siamo impazienti».

Quali sono le opere più attese?

«Attendiamo opere fondamentali come l’allargamento del molo Garibaldi, il tombamento della marina del Canaletto e i nuovi fasci di binari. Molo Garibaldi e binari dovrebbero concludersi entrambi quest’anno, mentre il tombamento nei prossimi anni. Speriamo che tutto il puzzle sia completo entro il 2021».

Un servizio della compagnia Msc si è trasferito dalla Spezia a Genova. Siete preoccupati?

«Si è parlato di tensioni fra Contship e Msc e c’è stata una fase in cui non si sapeva dove si sarebbe arrivati, con la perdita del servizio per gli Stati Uniti. Successivamente non ci sono stati ulteriori eventi. Inoltre i volumi stanno tenendo, forse il colpo è stato parato e i volumi persi con Msc sono tornati con altre compagnie. Dal terminal Lsct, una notizia rilevante è stata l’arrivo a febbraio del nuovo direttore generale Antonio Testi. E’ una figura positiva, uomo di relazione e di dialogo. E’ stato il segnale della volontà di ricostruire un sistema di relazioni che si era un po’ interrotto e che per noi era sempre stato importante».

Negli ultimi anni anche l’autotrasporto ha protestato per le code ai gate. Questo incide sulla vostra attività?

«Dalla fine del 2017 il terminal ha fatto alcuni piccoli interventi, come la possibilità di ingresso per 24 ore e l’apertura di un nuovo sportello. E’ un segno di attenzione al problema e infatti da qualche mese non ci sono proteste. Tutti siamo consapevoli che la vera soluzione passa dall’ampliamento del porto. Quando sarà completato, si risolverà la problematica strutturale».

Che cosa vi aspettate per i collegamenti verso l’entroterra?

«I nuovi fasci di binari consentiranno di avere treni più lunghi e in numero maggiore. Il trasporto ferroviario è già oggi un’eccellenza del porto della Spezia, l’obiettivo è arrivare al 50 per cento del traffico. Le infrastrutture viarie funzionano, l’unico problema sono i gate, che saranno ampliati assieme al molo Garibaldi. Per quanto riguarda il punto di controllo nell’area di Santo Stefano, il motivo per cui è stato annunciato, ma non ancora realizzato, è la mancata attuazione a livello nazionale dello sportello unico. Manca il dispositivo attuativo da parte del ministero dello Sviluppo economico. Ho fiducia che il nuovo governo lo emani entro il 2018».

Che cosa cambierà con la nuova maggioranza parlamentare e il nuovo governo?

«Sono fiducioso sullo sportello unico, meno per le infrastrutture. Io avevo riserve sulla riforma portuale di Graziano Delrio, ma riconosco che il ministro è stato molto attivo sulla materia portuale, affrontata con piglio diverso rispetto al passato. Ci auguriamo che questo approccio non vada perso, aspettiamo di vedere quali passi farà il governo».

Il suo mandato alla guida dell’associazione degli spedizionieri è stato prorogato. Che cosa farà in questi mesi?

«Devo operare per l’avvio del punto di controllo a Santo Stefano. Per conto dell’associazione affianco con un’opera di moral suasion Autorità di sistema portuale e dogane perché il sistema parta appena arriva la disposizione attuativa da parte del Mise. Intanto abbiamo affidato al Cieli, il centro di eccellenza dell’Università di Genova, uno studio sulle potenzialità logistiche dell’interporto di Santo Stefano, una struttura ancora poco conosciuta. Inoltre l’associazione prosegue nell’attività di formazione tramite la Scuola nazionale trasporti, da cui ogni anno vengono assorbiti fra i 15 e i 30 giovani nel mondo del lavoro».

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