SERVICES

Il piccolo, grande miracolo del porto di Marina di Carrara / FOCUS

La Spezia - Lo scalo ha trovato una collocazione di primaria importanza nelle rinfuse e nel break-bulk.

La Spezia - L’Autorità portuale di Marina di Carrara era una delle minori per tonnellaggio movimentato, fra le 24 istituite con la legge 84 del 1994. Ha trovato una sua collocazione di nicchia nella movimentazione di generi come le rinfuse e il break-bulk, con la convivenza fra banchine pubbliche e l’operatore privato Porto di Carrara spa della famiglia Bogazzi. La vocazione dello scalo era rivolta all’industria del marmo estratto nelle cave sulle Alpi apuane, oltre che al project cargo, ma da qualche anno il porto sta modificando la propria fisionomia. Da due anni il break bulk è sceso sotto il milione di tonnellate, mentre crescono traffici ro-ro e container. Una svolta è avvenuta già prima della riforma della legge portuale, con l’arrivo delle navi di Grendi che ha lasciato il porto di Genova in cerca di opportunità di crescita che sotto la Lanterna non trovava. Grendi ha preso in concessione un terminal accanto a quello di Bogazzi e con le proprie navi collega Marina di Carrara con la Sardegna. L’istituzione dell’Autorità di sistema portuale del mar Ligure orientale ha portato all’integrazione delle governance della Spezia e di Marina di Carrara sotto un unico soggetto. Questo cambiamento ha dato un’ulteriore spinta alla crescita. L’Authority ha indetto una gara per assegnare una parte della concessione, in scadenza, della Porto di Carrara. A vincere è stato un terzo soggetto, l’agenzia spezzina Perioli, che si appresta a trasferire qui dalla Spezia i propri collegamenti con l’Africa settentrionale. Il cambiamento degli equilibri non è stato senza conseguenze e si è aperto un contenzioso di fronte al tribunale amministrativo regionale.

Un altro settore in cui è in corso un cambiamento è quello dei passeggeri. Finora a Marina di Carrara sono arrivati esclusivamente grandi imbarcazioni da diporto che trasportavano poche decine di passeggeri. Da quest’anno cominciano ad arrivare anche le grandi navi da crociera. A maggio è arrivata la prima nave, la “Marella Explorer” della compagnia Tui, che ha sbarcato duemila passeggeri. Nel corso del 2018 le toccate saranno una decina. Per accogliere navi più grandi, l’Authority ha previsto di ampliare l’imboccatura dello scalo.

Per quanto riguarda le merci, l’operatore storico dello scalo è la Porto di Carrara, che movimenta soprattutto merci varie secche, ma gestisce anche magazzini per merci deperibili. La società gestisce anche un centro intermodale nell’area retroportuale apuana.

Da aprile 2016 anche il gruppo Grendi ha ottenuto una concessione nel porto di Marina di Carrara, da cui opera il proprio servizio merci per Cagliari. Quest’anno il gruppo con altri soci è stato protagonista di una nuova iniziativa. Si tratta di una nuova compagnia marittima ro-ro, denominata ProCargo Line. La compagnia nasce da un progetto voluto dal gruppo Grendi e sostenuto da investitori e manager attivi nel mondo terminalistico e armatoriale. Soci di ProCargo Line oltre a Grendi sono la Vittorio Bogazzi e figli SpA, la Porto di Carrara SpA e il manager Euan Lonmon, ex-Corsica Ferries. Le navi di ProCargo Line da Marina di Carrara scaleranno i porti del centro e del sud della Tunisia di Sousse, Sfax e Zarzis, inizialmente con un servizio settimanale, ma con la prospettiva di intensificare le partenze. Come spiega una nota della compagnia, ProCargo è in grado di gestire tre categorie di carico: i rotabili, i contenitori e il general cargo, ovvero carichi speciali quali grosse apparecchiature, bobine d’acciaio, bancali di marmo. La compagnia vuole essere al servizio dell’export verso la Tunisia di macchinari, prodotti di consumo, prodotti semi-finiti, acciaio, marmo oltre a tutte le categorie merceologiche esportate dall’Europa, e dell’import dalla Tunisia di prodotti finiti, agro-alimentari, sabbie silicee, dando nuove opportunità agli scambi economici tra la Tunisia e l’Europa.

Quest’anno l’Authority ha messo in gara la banchina Taliercio, finora utilizzata dalla Porto di Carrara. A vincere la gara è stata l’agenzia Perioli. Un ricorso del gruppo Bogazzi contro la gara è stato respinto dal Consiglio di Stato a gennaio. Se dovesse cominciare la propria attività, l’agenzia Perioli porterebbe in Toscana le navi per la Tunisia della compagnia Sahel Lines, di cui è socia al 100 per cento, e quelle per l’Algeria di Cnan Med, di cui è socia di minoranza al 49 per cento accanto allo Stato algerino.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››