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Fincosit in crisi a Vado Ligure, congelati i crediti

Savona - Il tribunale di Roma ha concesso lo scorso 12 luglio il concordato preventivo in continuità (previsto dalla legge fallimentare) alla Grandi Lavori Fincosit, il gruppo romano che sta realizzando tra le altre cose la Piattaforma Maersk nel porto di Vado Ligure

Savona - Il tribunale di Roma ha concesso lo scorso 12 luglio il concordato preventivo in continuità (previsto dalla legge fallimentare) alla Grandi Lavori Fincosit, il gruppo romano che sta realizzando tra le altre cose la Piattaforma Maersk nel porto di Vado Ligure, oggi pronta al 60%. Ieri pomeriggio i vertici di Apm Terminals, società del gruppo Ap Moeller-Maersk che gestirà il nuovo porto container dell’area savonese, spiegavano che «non è un fulmine a ciel sereno, non ci sono difficoltà e rivoluzioni in vista. Non ci saranno ripercussioni sull’opera. Ci si è organizzati per tempo con Grandi Lavori Fincosit. Si va avanti e si lavorerà anche ad agosto».

Da lunedì tutte le attività del cantiere per la realizzazione della piattaforma saranno affidate a una nuova società, la Fincosit srl, dove sono stati fatti confluire i lavori marittimi del consorzio Grandi Lavori Fincosit, che potrà portare a termine le opere avvisate. I giudici del Tribunale di Roma (presidente Antonino La Malfa, Luigi Argan e Claudio Tedeschi) hanno dato il via libera al concordato (il ricorso era stato depositato il 5 luglio) nominando commissario il commercialista Leonardo Quagliata, come gli avvocati Antonio Maria Leozappa e Marco Antonelli. Sulle conseguenze per creditori e fornitori, Apm dichiara: «Seguiremo le evoluzioni, teniamo monitorata la situazione».L’istanza di concordato blocca però il pagamento dei fornitori, anche locali, che si trovano con ingenti crediti congelati e ora difficili da riscuotere. In casa Apm Terminals non si sbilanciano su un intervento “diretto”. I lavori della piattaforma si dovrebbero concludere entro la fine dell’anno prossimo. Il programma va avanti, rassicurano dallo staff dell’amministratore delegato, Paolo Cornetto.

«Sono 200 i lavoratori interessati alla cessione di ramo d'azienda in Italia, oltre a due cantieri all'estero e una decina nella penisola, tra cui proprio quello di Vado Ligure. Una frenata sull’infrastruttura di Vado avrebbe esiti disastrosi» dicono Andrea Pasa, segretario Cgil, e il responsabile Filt, Claudio Schivo. «Non esiste - dice Alessandro Berta, direttore Unione Industriali Savona - alcun rischio rispetto all’avanzamento dei lavori. Fincosit ha acquisito l’intero ramo che coinvolge la piattaforma. Stessa cosa vale per i lavoratori, tutti assorbiti nella società. Più delicata la situazione per quel che riguarda i fornitori. Come avviene sempre tuttavia quelli giudicati strategici non avranno problemi rispetto ai pagamenti: per gli altri la procedura sarà individuata dal tribunale. Tuttavia il consorzio, negli ultimi tre mesi, ha cercato di saldare il più ampio numero di debiti».

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