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Middle East, la sbornia sta per finire / ANALISI

L’allarme degli analisti: «Troppa capacità, i porti esposti alla crisi del transhipment».

I PORTI del Medioriente hanno conosciuti negli ultimi tempi una crescita esponenziale e oggi movimentano il 20% del traffico mondiale, nonostante l’area abbia un peso economico non superiore al 3% del prodotto interno lordo globale. I fattori chiave del successo sono essenzialmente due: la posizione geografica favorevole, al centro delle rotte che collegano Asia ed Europa e la grande capacità di realizzare infrastrutture che chiamano ulteriori traffici e li rendono vantaggiosi per i clienti. Tra il 2011 e il 2016 i volumi dei contenitori sono saliti del 4,1%, bel oltre la media globale del 3,3% e persino superiore all’aumento registrato dai porti asiatici (+3,7%) spinto dalla grande mole di investimenti cinesi.
Così il Medioriente si è piazzato nella classifica mondiale al secondo posto, dietro solamente i porti americano che sono cresciuti del 5% nello stesso periodo preso in esame.
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