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Stella Maris e lo spirito di servizio consapevole / LA STORIA

Distanze azzerate con le nuove comunicazioni hi-tech, ma il marittimo a bordo è sempre più solo e isolato.

La calura, improvvisa, che ha aggredito la città in questo instabile inizio d’estate, non ha comunque rallentato l’attività di volontariato della Stella Maris- Apostolato del Mare di Genova. L’insolita calma piatta di un pomeriggio di fine settimana fa da sfondo al colloquio che abbiamo avuto con il Diacono Massimo Franzi nella storica sede dell’Associazione situata immediatamente alle spalle del Terminal Traghetti. Dal 2002, anno in cui Franzi è entrato a far parte dell’universo Stella Maris, ad oggi il mondo marittimo e gli stessi “naviganti” sono profondamente cambiati.

A fine giugno un quotidiano genovese ha pubblicato un articolo che, oltre a ricordare il ruolo dell’Associazione religiosa nell’ambito della comunità portuale genovese ed i buoni rapporti che mantiene con le svariate categorie dello shipping (ormeggiatori, piloti,terminalisti ecc), sottolineava anche la necessità di un progressivo e auspicabile ricambio “generazionale” dei volontari. Oggi sono 50 ( 30 adulti e 20 giovani) prevalentemente assorbiti nelle attività che prevedono visite a bordo (mediamente una decina di navi al giorno ndr) e nella contemporanea gestione delle due sedi presenti nel capoluogo ligure (un altro ufficio è operativo presso il terminal portuale VTE nel bacino portuale di Genova Pra’ ndr).

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