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Trasporti, l’Italia guarda con apprensione alle tensioni geo-politiche / DOWNLOAD

Genova - Questo emerge dalla nota congiunturale della Fedespedi (Economic Outlook, a cadenza quadrimestrale), che prende in considerazione i dati del primi sette mesi del 2018.

Genova - L’economia dei trasporti italiani tiene ancora, sulla spinta del buon andamento del 2017, ma i cambiamenti geo-politici all’orizzonte cominciano a farsi sentire, rallentando la crescita registrata lo scorso anno.

Questo emerge dalla nota congiunturale della Fedespedi (Economic Outlook, a cadenza quadrimestrale), che prende in considerazione i dati del primi sette mesi del 2018: a luglio le esportazioni italiane sono diminuite del 2,6% per effetto del calo sui Paesi extra-Ue (-5,5%) a fronte di una sostanziale (-0,4%) stabilità dei traffici verso l’Unione europea, che rimane di gran lunga il primo interlocutore commerciale del Paese, ricoprendo quasi due terzi degli scambi.

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I traffici sembrano insomma rallentare verso gli Stati Uniti per i primi effetti dei dazi, ma complessivamente declina (e questo lo si nota in maniera più marcata nel traffico container europeo in uscita, -8,3%) la relazione commerciale con la Cina, in linea col dettato dell’ultimo congresso del Partito comunista, volto ad aumentare consumi interni e qualità della produzione. Un fattore, quest’ultimo, che potrebbe comunque rivelarsi positivo per le produzioni italiane di alta gamma. Alla voce Medio Oriente è compreso anche l’Iran, e non è un caso che l’export verso quest’area geografica segni un calo (-10,6%) nel semestre, a fronte di un aumento del valore delle importazioni (+11,1%), specularmente a quanto accade con il Nord Africa, sull’onda dell’aumento del prezzo del greggio (+10%), ai massimi storici dagli ultimi quattro anni, con effetti immediati sul carburante da autotrazione e su quello per le navi (arrivato a 497 dollari per tonnellata alla fine di settembre, contro i 405 dollari di inizio anno).

Sotto il profilo dei traffici il cargo aereo rallenta, e dovrebbe più che dimezzare (quindi +4%) l’incremento dello scorso anno per via della riduzione delle scorte a magazzino realizzate tra il 2016 e il 2017: su questo fronte però, avvertono da Fedespedi, è ancora tutto da valutare l’effetto della crescita del commercio digitale, che potrebbe dare ulteriore impulso al settore. La vitalità dell’impresa italiana si registra anche dall’aumento del traffico autostradale (+2,8%), che impatta sui valichi alpini (+8,1%) e di conseguenza anche sulla Svizzera, dove i tir da e per l’Italia sono aumentati del 2,9%.

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