SERVICES

Nuovo varco, Genova a caccia dei fondi Ue

Genova - Il porto di Genova sarà della partita. Secondo fonti vicine a Palazzo San Giorgio, infatti, l’Autorità di sistema portuale andrà a caccia di fondi europei partecipando al bando - in scadenza domani - che mette sul piatto un totale di 450 milioni di euro di finanziamenti per progetti che riguardano lo sviluppo della ferrovia

Genova - Il porto di Genova sarà della partita. Secondo fonti vicine a Palazzo San Giorgio, infatti, l’Autorità di sistema portuale andrà a caccia di fondi europei partecipando al bando - in scadenza domani - che mette sul piatto un totale di 450 milioni di euro di finanziamenti per progetti che riguardano lo sviluppo della ferrovia e il trasporto delle merci abbinati a nuovi sistemi digitali. Secondo quanto risulta al Secolo XIX-the MediTelegraph, concretamente, se dall’Ue dovesse arrivare un pacchetto di finanziamenti, questi fondi potrebbero essere utilizzati soprattutto per portare a termine tre progetti: la realizzazione di un interporto nel Basso Piemonte per i Tir che arrivano in porto, la costruzione di un varco doganale per le merci internazionali sulla sponda destra del torrente Polcevera e per l’apertura h24 dei terminal. L’importanza di questi fondi per lo scalo del capoluogo ligure - secondo le stime potrebbero arrivare sino ad un massimo di 50 milioni di euro - è stata evidenziata anche dal commissario europeo ai Trasporti, Violeta Bulc, che nei giorni scorsi ha voluto visitare il porto e capire le difficoltà della prima industria della Liguria dopo il crollo di Ponte Morandi. Secondo gli ultimi dati elaborati da Spediporto, l’associazione degli spedizionieri genovesi, dopo la tragedia dello scorso 14 agosto il numero delle navi che approda in banchina non è calato fino a settembre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: da ottobre, però, ci sono state alcune defezioni e più in generale una riduzioni dei carichi presenti a bordo delle unità che scalano Genova. In alcuni casi queste riduzioni potrebbero, nei prossimi mesi, raggiungere fino al 20%. Intanto, lo scorso mese settembre, c’è stato un calo del 7,8% dei Tir che escono/entrano nei terminal portuali.

MAXI-INTERPORTO PER LE MERCI
Sulla realizzazione di un grande interporto, da realizzare in Basso Piemonte ma al sevizio del porto di Genova, si discute ormai da mesi e il dibattito si è intensificato dopo il crollo di Ponte Morandi. Tra le zone dove potrebbe essere realizzata la nuova struttura dedicata alla distribuzione della merce ci sarebbero in particolare due siti già presi in considerazione, entrambi nella provincia di Alessandria. I Tir verrebbero fermati ad oltre 70 chilometri da Genova per non creare disagi al traffico cittadino. I container, una volta scaricati dai camion, verrebbero poi portati nelle ore notturne fino in banchina con un servizio di navette.

TERMINAL APERTI DI NOTTE
Una delle soluzioni ipotizzate per far fronte ai disagi che il porto è costretto a subire dopo il crollo del Morandi è quella di aprire i terminal anche nelle ore notturne. Il progetto non è ancora partito perchè presenta costi decisamente elevati da parte di terminalisti e imprese dell’autotrasporto. L’arrivo di fondi europei potrebbe dare un’accelerata al piano che consentirebbe ai circa quattromila Tir movimentanti in banchina ogni giorno di accedere ai terminal senza concentrarsi nelle fasce orarie della mattina e del primo pomeriggio. Resta poi da realizzare un varco doganale per merci internazionali sulla sponda destra del torrente Polcevera: i lavori sono in corso e dovrebbero essere ultimati tra circa un mese: rientrano nel completamento della nuova “Via della Superba” inaugurata con l’obiettivo di garantire ai camion un collegamento all’interno del porto senza dover circolare sulla viabilità cittadina.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››