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«Un miliardo di investimenti per il porto» / INTERVISTA

Genova - Paolo Emilio Signorini parla di un «imponente programma di interventi per il porto di Genova», destinato a cambiare il volto del primo scalo d’Italia. Per l’esattezza, anticipa al Secolo XIX/ The Meditelegraph il presidente dell’Authority, sono «programmati 922 milioni di euro di investimenti».

Genova - Paolo Emilio Signorini parla di un «imponente programma di interventi per il porto di Genova», destinato a cambiare, dopo il crollo di Ponte Morandi, il volto del primo scalo d’Italia. Per l’esattezza, anticipa al Secolo XIX/The Meditelegraph il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, sono «programmati 922 milioni di euro di investimenti dal 2019 al 2021», parte dei quali riguarderanno anche lo scalo di Savona-Vado. I fondi, alcuni messi a disposizione dal governo dopo la tragedia del 14 agosto e altri in arrivo dalle casse dell’Authority, rientrano nel bilancio di previsione per il prossimo anno e nel piano operativo triennale 2019-2021 che saranno presentati domani a Palazzo San Giorgio. I 922 milioni di euro saranno spesi per progettazioni, nuove opere infrastrutturali, manutenzioni, interventi sul sistema informatico per migliorare la circolazione delle merci, ridurre le tasse portuali per attrarre nuovi traffici e per consentire al porto un’operatività h24 con l’apertura dei terminal anche di notte.

Presidente, quali interventi avete in programma per la Sopraelevata portuale?

«La strada è stata messa a disposizione dei Tir e fa parte della via della Superba, il tracciato aperto all’interno del porto per alleggerire la viabilità cittadina dal passaggio dei mezzi pesanti dopo il crollo del Morandi. La Sopraelevata portuale, che oggi parte dalla zona di San Benigno e arriva quasi sino alla fine di lungomare Canepa verso Ponente, sarà allungata. La nostra intenzione è quella di fare arrivare la Sopraelevata sino allo stabilimento Ilva(allungandola di oltre un chilometro rispetto ai due chilometri attuali, ndr). Stimiamo 50 milioni di euro di investimento per quattro anni di lavori. Resterà aperta al traffico dei mezzi pesanti anche una volta terminata l’emergenza che si è venuta a creare dopo la tragedia del 14 agosto scorso».

Il prossimo anno saranno investiti 337 milioni di euro. Nel 2020 saranno 223 milioni e nel 2021 i fondi saliranno a 360 milioni di euro. Lavorerete per aprire i terminal anche di notte?

«Riteniamo che quello di avere un porto operativo h24 sia un obiettivo da raggiungere. Per questo motivo è necessario mettere d’accordo varie anime che operano in banchina, dai terminalisti al mondo dell’autotrasporto. Parte delle nostre risorse verranno usate per consentire allo banchine di muovere le merci anche nelle ore notturne. Dovremo, non solo convincere ed aiutare operatori e camionisti, ma investire in personale e sistemi informatici».

Dopo il crollo del Morandi, l’economia portuale ha subito un rallentamento. Cosa avete in programma di fare per attirare traffici e favorire investimenti?

«Circa 6 milioni di euro saranno utilizzati per ridurre le tasse portuali. L’obiettivo è quello di offrire un aiuto ai terminalisti che operano in banchina e agli armatori che portano le loro navi sotto la Lanterna. Ci saranno benefici anche per tutti gli imprenditori che hanno siti produttivi all’interno del porto e per i cantieri navali».

Le previsioni dei traffici, per il prossimo anno, parlano di una crescita pari a zero. Giusto?

«Sino allo scorso 14 agosto, il porto era in forte crescita. Dopo il crollo del Morandi, stimiamo una crescita pari a zero nella migliore delle ipotesi e un meno 5% nella peggiore delle ipotesi per quel che riguarda il traffico contenitori nel 2019. Per il traffico passeggeri, sia crociere che traghetti, non stiamo notando un calo evidente».

Siete partiti con la gara per la progettazione della nuova diga del porto. Costerà quasi un miliardo di euro e consentirà allo scalo di accogliere le mega-portacontainer di ultima generazione. Sarà realizzata da un gruppo straniero?

«Si tratta di un’opera fondamentale per il porto. I nostri uffici stanno lavorando seguendo l’iter che la realizzazione di infrastrutture di questo tipo richiede. Posso dire che c’è l’interesse di molti gruppi che arrivano dall’estero, soprattutto cinesi e danesi».

Quali altri interventi sono previsti per il 2019?

«Prevediamo, tra i vari progetti, di investire 17 milioni di euro per il nuovo viadotto di Voltri perché è necessario ridisegnare il tracciato dei binari che escono dal porto. Poi c’è la realizzazione della galleria ferroviaria di Molo Nuovo, quella che collega i terminal Bettolo e Sech alla zona del Campasso. Proseguiremo poi con la realizzazione della nuova Torre piloti. L’intenzione è quella di procedere con iter agevolati e tempi burocratici brevi, grazie alla collaborazione della commissione di esperti che sta aiutando il sindaco Marco Bucci che è stato incaricato di gestire la costruzione del nuovo ponte».

Per Savona-Vado, invece, ci saranno a disposizione, per il 2019, oltre 100 milioni di euro. Quali sono gli interventi più urgenti?

«Lavoreremo sulla diga per riparare e migliorare l’infrastruttura che è stata fortemente danneggiata dal maltempo. Ci saranno poi interventi sulle infrastrutture a servizio della nuova piattaforma container e per la manutenzione in generale».

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