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L’Authority blinda la Culmv: camalli nel porto di Genova per altri cinque anni

Genova - I camalli genovesi, lo scorso 28 dicembre, hanno ottenuto l’ok da parte dell’Autorità di sistema portuale di Genova-Savona ad operare in porto fino al 2024.

Genova - Via libera a cinque anni di proroga per la Compagnia Unica. I camalli genovesi, lo scorso 28 dicembre, hanno ottenuto l’ok da parte dell’Autorità di sistema portuale di Genova-Savona ad operare in porto fino al 2024. Palazzo San Giorgio, tra Natale e Capodanno, ha infatti deciso prolungare l’autorizzazione in scadenza nel 2019 affidando sempre alla Culmv la fornitura del lavoro temporaneo sulle banchine dello scalo genovese. La decisione, come anticipato dal Secolo XIX, arriva dopo mesi in cui i vertici della Compagnia Unica hanno invitato l’Authority a prolungare l’affidamento senza avviare un vero e proprio bando di gara al quale avrebbero potuto partecipare anche altri soggetti. La decisione dovrà essere approvata durante uno dei prossimi comitati portuali e arriva dopo che nel “decreto Genova” per il crollo di Ponte Morandi è stata inserita, tra le varie misure a favore della città, anche la possibilità di allungare alla Compagnia Unica – a cui sono stati destinati fondi per sei milioni di euro - l’attuale autorizzazione ad operare sui moli.

Il via libera, che chiude almeno sino al 2024 il capitolo del lavoro temporaneo in banchina, arriva in un momento delicatissimo per la Compagnia Unica. Il 2019 della Culmv è infatti iniziato con uno stato di agitazione proclamato dai sindacati e un possibile sciopero che potrebbe portare i camalli a scendere in piazza la prossima settimana a causa di problemi contabili che mettono a rischio il pagamento degli stipendi. La Culmv, infatti, ha ormai da tempo difficoltà economiche e la compagnia dei portuali non ha ancora attuato il piano di risparmio ed efficientamento varato da Palazzo San Giorgio anche per le difficoltà nate in porto dopo il crollo del Morandi. La Culmv è nuovamente alle prese con problemi contabili pure a causa dei ritardi dei terminalisti nel pagamento delle giornate lavorate, cui si aggiungerebbe un braccio di ferro tutto commerciale tra i camalli e alcuni terminal su delle partite in sospeso legate a delle trattenute sui corrispettivi delle giornate lavorate, così come una serie di arretrati che la Culmv a sua volta dovrebbe corrispondere all’agenzia di fornitura di lavoro interinale Intempo.

Sui problemi economici che riguardano i portuali, è intervento il capogruppo Pd in Regione Liguria, Giovanni Lunardon. «Si tratta - ha detto - di un problema molto preoccupante che richiede innanzitutto all’Autorità di sistema di rompere gli indugi e sbloccare una situazione che si trascina da troppo tempo».

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