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Seul utilizzerà la blockchain nei porti / FOCUS

Genova - La Corea pronta a sperimentare la nuova tecnologia: «Possibili effetti positivi sul traffico container».

Genova - Due ministeri della Corea del Sud hanno lanciato un progetto pilota, basato sulla “blockchain”, per gestire l’innovazione logistica portuale. A diffondere la notizia è un comunicato stampa del ministero della Scienza, Ict e Future Planning della Corea del Sud.

Per “blockchain” – che, alla lettera, significa “catena di blocchi” – si intende una struttura dati condivisa e fissa, non modificabile. Una sorta di registro digitale le cui voci vengono raggruppate in diversi blocchi. Il progetto sud-coreano coinvolge, oltre al ministero della Scienza che ha lanciato la notizia, anche il ministero degli Oceani e della Pesca. Insieme i due ministeri si propongono, grazie al progetto pilota, di testare se la tecnologia può effettivamente contribuire a rendere il settore container coreano più efficiente. Come spiega il comunicato stampa, il progetto pilota si svolgerà nell’arco di un anno e avrà luogo nel porto di Busan, il più grande del paese e il quinto scalo più trafficato a livello mondiale.

Uno degli obiettivi principali dell’iniziativa è accertare se la sempre più diffusa tecnologia basata sulla blockchain possa migliorare la trasparenza tra tutti gli attori che partecipano all’operatività del settore della logistica, ottimizzare i processi amministrativi relativi alle operazioni di import e di export e consentire una condivisione dei dati in tempo reale.

Entrambi i ministeri hanno collaborato al progetto fin dall’inizio di quest’anno, nell’ambito della “Blockchain Technology Development Strategy” ufficialmente annunciata dal ministero della Scienza lo scorso giugno.

Come è noto, altri progetti pilota, nell’ambito di questa strategia, hanno riguardato anche altri settori, molto diversi tra loro, come ad esempio quello immobiliare, ma anche il voto online, la registrazione del bestiame, le autorizzazioni doganali e la distribuzione di e-document a livello internazionale. L’impatto economico del progetto è importante. Si stima, infatti, che la strategia, nel suo complesso, possa generare un risparmio pari a 204 milioni di dollari entro il 2022.

Se il progetto pilota messo a punto a Busan produrrà buoni risultati, entrambi i ministeri, come già annunciato, pianificheranno l’espansione dell’iniziativa anche negli altri porti del paese, in modo trasversale.

Il progetto pilota messo a punto dai due ministeri coreani rientra in uno scenario politico-economico ben definito. La Corea del Sud, lo scorso giugno, ha annunciato una partnership con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per rafforzare la cooperazione tra i due paesi allo scopo di realizzare quella che viene definita la “quarta rivoluzione industriale”. Una denominazione conferita dal Wef (World Economic Forum) per indicare quella serie di importanti innovazioni avvenute in campo tecnologico che “cambieranno in modo radicale il modo in cui viviamo, lavoriamo e ci relazioniamo l’un l’altro”. A questo proposito lo stesso Wef, già nel 2016, aveva riconosciuto l’importanza del ruolo della blockchain in questa fase di profondo cambiamento.

Negli ultimi mesi è giunta un’altra notizia rilevante, questa volta dal settore privato, che conferma il trend: lo scorso agosto la Ibm e Maersk, il gigante danese dei trasporti marittimi e della logistica, hanno lanciato la loro “global solution” attivata tramite la blockchain, che include 94 organizzazioni e 154 milioni di eventi shipping già acquisiti al momento del lancio. La diffusione della blockchain sembra ormai inarrestabile e destinata a produrre cambiamenti significativi.

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