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Gli spedizionieri Usa attaccano le linee: «Vogliono punirci»

Roma - Gli spedizionieri statunitensi si sono infuriati e hanno attaccato verbalmente quello che definiscono un errore “enorme, scriteriato e scioccante”.

Roma - Gli spedizionieri statunitensi si sono infuriati e hanno attaccato verbalmente quello che definiscono un errore “enorme, scriteriato e scioccante”. Lo sbaglio è stato commesso da alcune tra le più importanti compagnie di navigazione, che avrebbero deciso di imporre, a partire dal mese prossimo, una nuova tariffa relativa ai cosiddetti “street turns”.

Di cosa si tratta? Quando un container utilizzato per un’operazione di import viene riutilizzato per un’azione di export senza ritornare ad un terminal, si parla appunto di “street turn” o di “round-trip”. In pratica questa strategia prevede un utilizzo pieno dei viaggi, chiaramente più efficiente dal punto di vista dei tempi e dei costi. Alcune compagnie – tra queste la Zim e la Hmm (Hyundai Merchant Marine)- hanno annunciato che, a partire dal prossimo 4 febbraio, imporranno una tariffa compresa tra i 40 e i 75 dollari sui container che vengono pienamente utilizzati in entrambe le direzioni.

Le “street turns”, quindi, riducono la congestione, le emissioni e anche la domanda di container. Al contempo diminuiscono in modo significativo anche i costi. Tuttavia, in un addendum allo Uniform Intermodal Interchange and Facilities Access Agreement, inviato all’inizio di gennaio, la Zim ha stabilito che chiunque voglia mettere a disposizione la propria attrezzatura per prenotazioni relative sia all’import che all’export, debba ottenere un’autorizzazione e pagare una tariffa pari a 40 dollari. Con un documento similare anche la Hmm ha stabilito una nuova tariffa di 50 dollari e, allo stesso modo, la Sm Lines sta mettendo a punto tariffe da 75 dollari.
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