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Merlo: «Gli accordi con i cinesi? Serve maggiore cautela» / INTERVISTA

Genova - «Il convincimento che dalla Cina possa arrivare un flusso enorme di traffico nei nostri porti, è folle. Certo i volumi potranno crescere, ma non con i ritmi che alcuni sperano».

Genova - La resistenza ai cinesi comincia a farsi largo anche tra le imprese. È il mondo di Confcommercio a lanciare l’offensiva: «La presenza cinese e asiatica nei porti italiani ha precedenti non sempre confortanti» hanno scritto al ministro Danilo Toninelli, Fabrizio Palenzona (Conftrasporto) e Carlo Sangalli (Confcommercio). Anche Luigi Merlo, presidente di Federlogistica ed ex numero uno del porto di Genova, ha molti dubbi: «Serve prudenza, c’è un rischio concreto dalla firma di questo accordo. Alla base comunque c’è un grande equivoco».

Quale sarebbe?
«Il convincimento che dalla Cina possa arrivare un flusso enorme di traffico nei nostri porti, è folle. Certo i volumi potranno crescere, ma non con i ritmi che alcuni sperano».

Ma quanto vale oggi la Cina per la nostra logistica?
«Meno di quanto si pensi. Parliamo del 10% del traffico totale dei contenitori dei porti italiani. In import circa un milione di teu, 6-700 mila in export. Come da questi numeri possa crescere a livello di milioni, non riesco a capirlo. E poi c’è un altro rischio: quello del monopolio di Pechino».

Solo l’Italia è in pericolo?
«No, per questo servirebbe un’azione europea. Mi spiego: se la Cina controlla due porti in Italia, uno in Grecia, tre in Spagna, uno in Olanda e uno in Germania, e inoltre investe nel sistema logistico ferroviario, in più presidia la rotta Artica e gestisce una serie di hub logistici in tutta Europa, oltre al controllo assoluto di Asia e parte di Africa, è chiaro che in un futuro non lontano sarà Pechino a decidere dove va la merce e a quali prezzi».

Trieste è nel mirino...
«Certo, è quello il porto per sfondare sul mercato europeo. Il Pireo non ha le infrastrutture di Trieste».
E Genova? L’Authority vuole fare una società coi cinesi di Cccc...
«Non voglio commentare le azioni dei miei successori. Non conosco i contenuti dell’accordo e se questo comporti procedure diverse dal passato...».

Cioè?
«Questo tipo di società dovrebbe scegliere il partner con una procedura di evidenza pubblica. Comunque spesso ho visto fallire gli intenti dei memorandum: le nostre norme sono profondamente diverse dalle procedure cinesi».

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