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Roncallo: «Più merci e passeggeri per competere con l’Europa» / INTERVISTA

La Spezia - Capacità aumentata a 2 milioni e mezzo di container, un nuovo approdo per le navi da crociera, più collegamenti ferroviari al servizio della merce. E, visto dalla parte di chi il porto lo osserva da sempre con diffidenza, un nuovo waterfront cittadino per rendere La Spezia più bella e attrattiva.

La Spezia - Capacità aumentata a 2 milioni e mezzo di container, un nuovo approdo per le navi da crociera, più collegamenti ferroviari al servizio della merce. E, visto dalla parte di chi il porto lo osserva da sempre con diffidenza, un nuovo waterfront cittadino per rendere La Spezia più bella e attrattiva. In calce all’accordo siglato nei giorni scorsi tra l’Autorità portuale e il gruppo Contship ci sono le firme di due donne: Carla Roncallo, che del porto è presidente, e Cecilia Battistello, numero uno di Contship Italia, una delle figure di maggior peso dello shipping internazionale. «Sì, per il nostro porto inizia una nuova era – commenta Roncallo – Siamo a un punto di svolta importantissimo, per la città e per la sua economia. Ma adesso ognuno deve fare la propria parte: non possiamo permetterci intoppi di alcun tipo».

L’accordo con Consthip, atteso da anni, avrà ripercussioni sia sul settore merci che su quello passeggeri.
«E’ un accordo che dà il via a investimenti privati molto consistenti. Noi, come Authority, mettiamo a disposizione del concessionario lo specchio acqueo dove saranno realizzati i lavori di ampliamento del Molo Garibaldi. Una volta ultimati i lavori, e i relativi dragaggi, libereremo calata Paita e potremo realizzare il nuovo, attesissimo molo crociere. Per La Spezia significa davvero svoltare, avvicinarsi all’Europa, essere ancora più competitiva».

Parliamo di tempi?
«Per l’ampliamento del Molo Garibaldi i tempi sono chiari: tre mesi per il bando europeo e qualche mese per aggiudicarlo. Parliamo di un importo serio, circa 70 milioni di euro. Se iniziassimo i lavori a gennaio 2020, come ho motivo di credere, dopo ventiquattro mesi l’opera potrebbe essere consegnata. In quel periodo dovremmo riuscire ad aggiudicare il molo crociere, che non è un’opera che necessita di molto tempo: circa un anno e mezzo».

Domani, a Monaco di Baviera, aprirà i battenti Transport Logistic, la più importante fiera di settore in Europa. La Spezia si presenterà con un nuovo prodotto da “vendere”…
«In realtà le novità che presenteremo al mercato sono due. Anche il terminal del Golfo ha un progetto di riempimento importante, grazie al quale la capacità arriverà a 600.000 teu. Con loro non abbiamo ancora firmato l’accordo, conto di farlo nei prossimi giorni».

Fra pochi mesi entreranno in servizio, in Liguria, altri due terminal: quello di Vado e quello di Calata Bettolo. Siamo sicuri che ci sia spazio per tutti?
«Non voglio essere ottimista a sproposito, ma credo che le posizioni geografiche aiuteranno molto».

Nessun rischio di sovracapacità, dunque?
«Le dinamiche del mercato sono sempre difficili da valutare. Ma io resto convinta che se ognuno di noi saprà fare i giusti investimenti nelle infrastrutture di supporto ai terminal – penso ad esempio alle ferrovie, e noi a Spezia siamo già al 33% di merce spostata su rotaia – allora il mercato premierà tutti. Credo che nessuno, al momento, abbia nulla da temere».

A proposito di mercato: quali segnali stanno arrivando?
«Segnali positivi. Siamo cresciuti tanto nel 2017 e nel 2018, e anche i primi sei mesi del 2019 si chiuderanno in aumento. Sono soddisfatta».

Vi aspettavate una crescita delle crociere così forte?
«In parte sì, anche se il trend è davvero impressionante: quest’anno abbiamo 730.000 prenotazioni, il 50% in più del 2018. E le previsioni per il prossimo biennio sono molto, molto alte».

Dragaggi e crociere sono argomenti che, qui come altrove, spesso aumentano le tensioni tra città e porto.
«Sul fronte crociere la città resta divisa. Ma, a fronte di chi pensa che le navi portino solo inquinamento, c’è un’economia territoriale che vive o punta sul traffico passeggeri. Non solo: i sostenitori delle crociere stanno aumentando anche grazie al progetto del waterfront, che avrà un forte impatto sulla città e sulla sua capacità di attrarre turisti».

Quello dei fumi rimane un tema molto divisivo.
«Vero, ma il settore sta cambiando. Già adesso ospitiamo una nave Aida a gas naturale liquefatto, e presto arriverà un’altra unità a Lng, la Costa Smeralda. Forse manca un po’ di comunicazione positiva. Sul fronte dragaggi, il tema è altrettanto delicato. Stiamo dialogando con i miticoltori per ridurre al minimo i disagi: faremo un progetto che sia il più cautelativo possibile nei loro confronti, utilizzando le tecniche più moderne, meno invasive e nei tempi più rapidi. Ma una cosa è certa: i dragaggi li faremo, perché lo chiede il mercato. Non è una scelta: è una necessità».

La Spezia sarà sempre più legata al suo porto?
«E’ un fatto indiscutibile. Non a caso stiamo facendo molto per limitare gli effetti negativi del porto sulla città. Penso alla fascia di rispetto, o al graduale spostamento di molti servizi doganali a Santo Stefano. Un porto moderno, che funziona meglio, vive in maggiore sintonia con la città».

Il ministero dei Trasporti ha perso Edoardo Rixi, che aveva ampie deleghe in materia portuale. Siete preoccupati?
«Oggettivamente sì. Rixi si occupava in prima persona di portualità: il fatto che non venga sostituito è abbastanza preoccupante».

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