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Di Maio: «Per Taranto c’è una dotazione finanziaria di 1 miliardo»

Taranto - «Per Taranto c’è una dotazione finanziaria di un miliardo di euro di investimenti assegnati e solo 300 milioni erano stati utilizzati quando ho presieduto i tavolo il 24 aprile scorso».

Taranto - «Per Taranto c’è una dotazione finanziaria di un miliardo di euro di investimenti assegnati e solo 300 milioni erano stati utilizzati quando ho presieduto i tavolo il 24 aprile scorso, oggi sono 700 i milioni impegnati e la cosa più importante di tutte è che entro settembre avremo la possibilità di vedere 500 milioni in fase di esecuzione assegnati ai progetti». Lo ha sottolineato il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio aprendo in Prefettura, a Taranto, il Tavolo del Contratto istituzionale di sviluppo, previsto dalla legge 20 del 2015 (governo Renzi) per gestire il rilancio di Taranto a seguito delle crisi dell’ex Ilva e dare corpo a progetti di diversificazione. Le risorse sono provenienti in gran parte da fondi nazionali ed europei per un’area che comprende, oltre Taranto, anche Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola. «La Zona economica speciale è stata sbloccata. Poi ci sono - ha aggiunto Di Maio - investimenti per il centro storico con 90 milioni assegnati ai progetti e per il quartiere Tamburi e oggi firmiamo un protocollo d’intesa per la valorizzazione dell’Arsenale militare per l’utilizzo di 30 milioni di euro che prevede la possibilità che la struttura possa aprirsi ai turisti come polo museale».

Il rilancio di Taranto, a parte la questione del risanamento dell’ex Ilva, passa attraverso quattro assi: il recupero della Città vecchia, il porto, la bonifica dell’area esterna al siderurgico, e l’Arsenale della Marina Militare. Fanno parte del Tavolo, la Regione, il Comune e la Provincia di Taranto, l’Autorità portuale, la Camera di Commercio e una serie di ministeri. Sono stati istituiti tre gruppi di lavoro ( di questi, il primo si occupa di salute e sociale, il secondo di lavoro, imprese e innovazione e il terzo di riqualificazione urbana) per confrontarsi con gli enti locali a ritmi serrati. Quanto alla questione ambientale, l’obiettivo è che i dati siano condivisi, che lo strumento dell’informazione sul territorio sia unico.

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