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Gioia Tauro, via la concessione a Zen Yacht

Reggio Calabria - Gravi omissioni ai doveri di vigilanza, violazioni di assunzione di responsabilità e di autorizzazione allo svolgimento di attività lavorativa della ditta Modulus sono i motivi per i quali l’Autorità portuale ha effettuato il provvedimento, dopo la morte di una persona nel compendio, lo scorso giugno

Reggio Calabria - Gravi omissioni ai doveri di vigilanza, violazioni di assunzione di responsabilità e di autorizzazione allo svolgimento di attività lavorativa della ditta Modulus sono i motivi per i quali l’Autorità portuale di Gioia Tauro, con proprio decreto n. 102, lo scorso 12 settembre ha dichiarato la decadenza della concessione demaniale marittima alla ditta Zen Yacht. Si tratta di un provvedimento adottato dall’ente, guidato dal commissario straordinario Andrea Agostinelli, dopo l’avvio di una vicenda amministrativa che ha avuto origine dal tragico incidente nel quale ha perso la vita Agostino Filandro, avvenuto in area portuale lo scorso 21 giugno.

Da anni, la Zen Yacht ha occupato parte della banchina di ponente del porto di Gioia Tauro per mantenere un cantiere per la costruzione e la riparazione di yacht nonchè una darsena per l’alaggio ed il varo di unità da diporto. In relazione al tragico evento, la Procura della Repubblica di Palmi ha iscritto nel registro degli indagati i legali rappresentanti, nella qualità di amministratore e dipendente della Cooperativa Modulus, chiamati a rispondere di omicidio colposo per «negligenza, imprudenza ed imperizia, nonchè per inosservanza delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro».

Dal canto suo, l’Autorità portuale ha avviato i relativi accertamenti amministrativi dai quali è emerso che Filando, entrato in porto con un’autorizzazione d’ingresso richiesta dalla ditta Zen Yacht esclusivamente in qualità di visitatore, nei fatti è invece deceduto durante lo svolgimento di un’attività lavorativa di alaggio di un natante effettuata dalla cooperativa Modulus, fra l’altro priva delle necessarie autorizzazioni per lo svolgimento di tale tipo di attività. In pratica Modulus, i cui dipendenti stavano manovrando la gru che ha cagionato la morte di Filandro, operava in porto in virtù di un contratto stipulato con Zen Yacht per svolgere un’attività lavorativa limitata esclusivamente a piccoli lavori di falegnameria e manutenzione natanti, e non certamente estesa all’alaggio ed al varo. Dagli accertamenti effettuati, l’Autorità ha così, contestato una violazione delle regole disciplinanti l’accesso e lo svolgimento di attività lavorative in ambito portuale.

Violazioni queste riferibili al concessionario Zen Yacht, che si è dimostrato irrispettoso delle norme e regole che disciplinano l’esercizio dell’attività di concessione demaniale marittima: «La tragica morte del signor Filandro - ha dichiarato il commissario straordinario Andrea Agostinelli - pone in primo piano la necessità del più rigoroso rispetto delle norme in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, norme che in ambito portuale assumono un ruolo primario nella valutazione circa la permanenza delle condizioni basilari per lo svolgimento di attività lavorative».

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