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Benvenuti, l’esordio del camallo comunista a Cernobbio / IL PERSONAGGIO

Cernobbio - Di lotta (comunista) e di governo. Lo ammette in fondo lo stesso Console, guardando le due facce di una moneta prelevata dalla tasca a chi gli chiedeva ieri se si sentisse a proprio agio tra Palenzona e i manager Amazon.

Cernobbio - Di lotta (comunista) e di governo. Lo ammette in fondo lo stesso Console, guardando le due facce di una moneta prelevata dalla tasca a chi gli chiedeva ieri se si sentisse a proprio agio tra Palenzona e i manager Amazon. «Ma non sono diventato un padrone. Sono sempre stato nel solco di Batini» dice netto Antonio Benvenuti. Da una parte la Culmv-azienda, dall’altra la Culmv-servizio di interesse generale del porto di Genova: due facce della stessa medaglia. L’uomo che guida i camalli da un decennio è arrivato presto ieri nel tempio dei poteri forti, a Cernobbio, diventati ora un po’ meno forti, ma comunque sempre più borghesi della sala chiamata e delle banchine a cui è abituato. Ma per Benvenuti, il camallo salito in riva al Lago, contano più i fini dei mezzi. E i risultati gli hanno spesso dato ragione. La Culmv è ancora in piedi, nonostante i tanti nemici e le difficoltà affrontate. E se i portuali genovesi sono ancora una potenza, lo devono anche a lui e alla sua strategia che prevede lo scontro e il dialogo a oltranza con tutti, persino con Forza Italia se è necessario. Più del conflitto però, Benvenuti è un maestro della «minaccia della rottura della pace sociale»: basta quella perché Authority, privati e politica aprano il portafoglio.

Quest’anno è andata di nuovo così, anche se «dobbiamo ancora chiudere con i terminalisti: c’è un accordo e chiedo che lo rispettino» tuona Benvenuti a cui servono quei soldi per salvare di nuovo il bilancio della Culmv. L’erede di Batini oggi salirà sul palco tra completi blu e cravatte eleganti, per parlare di automazione nella tavola rotonda moderata dal direttore del Secolo XIX Luca Ubaldeschi. Più robot in banchina e meno camalli? «Non è così, noi siamo pronti anche a questa sfida. E in parte già lo stiamo facendo con i nuovi mezzi che sono arrivati a Genova». Il console è un leninista e si è formato al “Mazzini” di Sampierdarena, il liceo classico dei figli degli operai. Più intellettuale di Batini, non per questo meno pragmatico, soprattutto quando si tratta della Culmv. E pazienza se per la causa bisogna diventare anche un po’ portuali di lago.

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