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Sorpresa Sts, il fondo Elliott prossimo al 30%

Genova - La lotta tra Hitachi e i fondi azionisti per il controllo della storica azienda genovesegioiello del segnalamento ferroviario continua a offrire colpi di scena. Il fondo Usa Elliott di Paul Singer ha una partecipazione del 15% con una posizione lunga, ovvero delle opzioni esercitabili prima dell’assemblea

Genova - La lotta tra Hitachi e i fondi azionisti per il controllo della storica azienda genovese gioiello del segnalamento ferroviario continua a offrire colpi di scena. Il fondo Usa Elliott di Paul Singer ha una partecipazione del 15% con una posizione lunga, ovvero delle opzioni esercitabili prima dell’assemblea, che lo porterebbe a ridosso del 30% nel capitale di Ansaldo Sts. L’indiscrezione viene riportata da Bloomberg ed è ritenuta attendibile. Un altro colpo per Hitachi, che a questo punto è sempre più spiazzata.

«Al gruppo giapponese è cambiato il film - spiega una fonte qualificata del Secolo XIX-the MediTelegraph -. Hitachi era convinta di arrivare tranquillamente sopra al 50%, controllare l’assemblea e quindi decidere, in autonomia, come procedere su manager e piano industriale». Il fatto di essere rimasta ferma al 46,5% non solo le preclude il delisting e la fusione tra Sts e Breda in una divisione Hitachi, ma rende difficile anche imporre Andrew Barr come successore dell’uscente Siragusa, finito in rotta di collisione con Tokyo proprio perché gli è stata negata «la possibilità di conoscere e contribuire al nuovo piano industriale» di Sts. «Il fatto che Hitachi gli abbia negato il coinvolgimento - dice un’altra fonte - lascia pensare che i progetti giapponesi non prevedano investimenti in Italia. Anzi». A questo punta la partita si fa complicata. Siragusa lascerà l’azienda a fine mese. E i soci di minoranza sembrano avere i numeri per garantire alla società un nuovo a.d. interno scelto tra Andi e Gaudiello.

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