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Npl, la Bce verso il rinvio del nuovo piano sugli accantonamenti

Bruxelles - Appare sempre più probabile che l’Eurotower deciderà di posticipare la presentazione delle nuove norme previste nel contestato Addendum e che dovrebbero entrare in vigore dal primo gennaio 2018.

Bruxelles - Ci potrebbe essere un rinvio anche di un anno del piano Bce sulla copertura degli Npl, i crediti deteriorati in pancia alle banche. E appare sempre più probabile che l’Eurotower deciderà di posticipare la presentazione delle nuove norme previste nel contestato Addendum e che dovrebbero entrare in vigore dal primo gennaio 2018. Queste le ultime indiscrezioni che sembrano corroborare l’ipotesi di uno slittamento del piano sugli accantonamenti che in realtà circola da tempo negli ambienti finanziari. Un rinvio che - stando a tre fonti contattate da Reuters - potrebbe essere «di diversi mesi o persino di un anno» e che riguarda sia le norme sui futuri Npl che quelle per lo stock esistente, ossia i crediti deteriorati già accumulati dalle banche, finiti al centro delle ultime polemiche a Roma e a Bruxelles. E proprio in sede Ue si prevedono tempi lunghi anche su un altro fronte particolarmente spinoso che riguarda i pareri legali sull’Addendum della Bce. Stando a fonti Ue raccolte dall’Ansa, la questione sarà in agenda all’Ecofin di martedì prossimo, ma la discussione formale tra i ministri si terrà solo nella riunione di gennaio.

Il tema dopo il parere negativo dei servizi legali del Consiglio seguito a quello dell’Europarlamento, è stato messo all’ordine del giorno su richiesta della Germania ma si tratterà però solo di un aggiornamento generale da parte della Commissione Ue. Per il dibattito vero e proprio tra i ministri bisognerà aspettare l’Ecofin di gennaio. Oggi intanto dalla Bce è arrivato un nuovo monito ai Paesi fortemente indebitati: l’incertezza politica rischia di riaccendere i timori sulla sostenibilità dei debiti pubblici nazionali. Un richiamo che tocca nel vivo i Paesi della sponda sud dell’euro, e che arriva nel Financial Stability Review, il rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria. Proprio mentre l’agenzia di rating Fitch accende i riflettori sulle elezioni in Italia, che «rischia uno stallo politico dopo le elezioni del 2018», e questo «lascerebbe deboli le prospettive di riforme economiche» così come fornirebbe a partiti come il M5S e la Lega Nord la leva per spingere verso un «allentamento di bilancio». Ma c’è la ripresa forte, nel bilancio dei rischi dei tecnici dell’Eurotower, che accanto alle politiche espansive della Bce ha fatto crollare lo spread e anche la pressione sulle banche.
Le prospettive per la sostenibilità dei debiti dei paesi dell’Eurozona sono migliorate. Basti pensare alle aste del Tesoro italiano: ieri i minimi record sul Bot semestrale (-0,436%), oggi il calo del Btp decennale, venduto per 1,75 miliardi, all’1,73%. Ma in vista di un 2018 che sarà dominato dal dibattito sull’uscita dal quantitative easing e dai test elettorali in alcuni paesi, fra cui l’Italia la Bce mette in guardia dai rischi di «una rinnovata incertezza politica» che potrebbe far salire lo spread innescando timori sulla sostenibilità del debito in alcuni Paesi”. La campana suona per i governi, con le loro politiche di bilancio, e per le istituzioni finanziarie, mentre lo scenario geopolitico si fa più difficile e imprevedibile. Così come c’è da fare i conti con quanto accade negli Usa. Dove Janet Yellen, presidente uscente della Fed, nota una ripresa economica che si sta allargando, creando spazi per portare avanti il rialzo graduale dei tassi. Che non potrà non avere ripercussioni anche sull’Eurozona.

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