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Piaggio, Pinotti: «Non vogliamo delocalizzazioni»

Genova - La ministra: «Tutelare i posti di lavoro». Oggi summit a Roma, sindacati genovesi preoccupati. I vertici del gruppo chiamati a illustrare il piano industriale.

Genova - «Esercitando il golden power su Piaggio il governo ha messo dei paletti dal punto di vista industriale. Ma vanno anche salvaguardati i posti di lavoro e la produzione non dovrà essere delocalizzata». La ministra della Difesa, Roberta Pinotti, ha commentato in questo modo la difficile situazione di Piaggio Aerospace, azienda aeronautica sul cui futuro si discuterà oggi a Roma, nella sede del ministero dello Sviluppo economico. Il gruppo, controllato dal fondo arabo Mubadala, ha presentato prima di Natale un piano industriale che prevede un’iniezione di liquidità pari a 255 milioni di euro, il riacquisto totale del debito con le banche ma anche la cessione delle attività relative a motori e manutenzione civile. Durante il summit di oggi - al quale parteciperanno azienda, sindacati e rappresentanti del Mise - i vertici della società dovranno spiegare su quale tipo di produzione sarà impegnata Piaggio nei prossimi anni e soprattutto quanta manodopera verrà impiegata nei due stabilimenti in Liguria - a Genova e Villanova d’Albenga, in provincia di Savona - dove lavorano 1.300 dipendenti.

Oggi la situazione più critica è quella che stanno vivendo i lavoratori del capoluogo, circa 300 di cui 80 in cassa integrazione. Nel 2016 Piaggio ha abbandonato spazi per 35 mila metri quadrati, a Sestri Ponente, rimettendo la concessione delle aree nelle mani dell’Autorità di sistema portuale di Genova-Savona e riducendo sensibilmente la propria attività in città. Il sito industriale verrà probabilmente affidato alla società Phase Motion Control che assieme ad altre tre imprese liguri (Cosmet, Cosnav Costruzioni Navali ed Eurocontrol) ha presentato un piano che prevede 47 milioni di investimenti e 133 nuovi occupati, che in parte potrebbero essere i dipendenti genovesi di Piaggio Aerospace al momento in cassa integrazione. Ieri, da parte delle segreterie genovesi di Fiom, Uilm e Fim, è partita una lettera con una richiesta urgente di incontro indirizzata al governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, all’assessore allo Sviluppo Edoardo Rixi, al presidente dell’Authority Paolo Emilio Signorini e al sindaco di Genova Marco Bucci. I sindacati chiedono alle istituzioni locali «di fare il punto della situazione» e «rispettare gli accordi esistenti su tali aree».

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