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Futuro militare per Piaggio Aerospace

Genova - Dismissione quasi totale delle aree genovesi, graduale cessione delle attività civili e iniezione di 255 milioni di euro: questo il piano del fondo arabo Mubadala.

Genova - Un futuro quasi esclusivamente militare, cessioni e dismissioni nel ramo civile. Più che dimezzato il sito industriale di Genova, ma ci saranno ripercussioni anche per lo stabilimento di Villanova d’Albenga, in provincia di Savona. Sono questi alcuni degli elementi che emergono dal nuovo piano industriale di Piaggio Aerospace, documento di cui il Secolo XIX ha potuto visionare i contenuti e che il gruppo illustrerà ai sindacati il 18 gennaio a Savona, nella sede di Confindustria. L’azienda aeronautica - che oggi conta circa 1.300 dipendenti ed è in crisi da alcuni anni - ha già anticipato nei giorni scorsi di voler cedere le attività relative a motori e manutenzione civile, settori che la proprietà araba che fa capo al fondo Mubadala non considera più strategici.

Aviazione militare
Nel piano si legge che Piaggio dovrà «concentrarsi sul sistema di aeromobili senza pilota», il drone P1HH, mentre dovrà «aspettare per l’aereo con equipaggio (il drone militare P2HH, ndr) fino al 2019». Sul fronte degli ordini, invece, Piaggio ha come obiettivo quello di consegnare «due velivoli nel 2019, sei nel 2020 e dodici nel 2021».

Velivoli civili
Lo scenario che riguarda il ramo civile non è ancora stato definito nei dettagli dall’azienda, ma indica un progressivo disimpegno da parte della proprietà. Nel documento si legge che Piaggio ha già firmato «un accordo per vendere i diritti di proprietà intellettuale e il diritto di produrre il P180 a un gruppo di investitori finanziari», molto probabilmente gli imprenditori cinesi che fanno riferimento a Pac Investment, società registrata in Lussemburgo. «L’acquirente - si legge nel piano - pagherebbe un prezzo ancora da confermare per l’attività P180, mentre Piaggio manterrebbe la licenza per produrre il velivolo per un periodo di almeno 5 anni per conto dell’acquirente, nell’ambito di un accordo di produzione e supporto».

Ristrutturazione del debito
Il fondo Mubadala prevede un’iniezione di liquidità pari a 255 milioni di euro e il riacquisto totale del debito con le banche. Tra le varie voci compare il debito scaduto con Leonardo «per un importo di circa 115 milioni di euro».

Genova più che dimezzata
Nel capoluogo ligure Piaggio impiega 220 dipendenti ai quali si aggiungono 80 lavoratori in cassa integrazione. L’attuale assetto, secondo la società, dovrà essere ridefinito una volta dismessa l’attività di manutenzione civile. Una piantina riportata nel documento, e che riproponiamo in questa pagina, indica che verranno liberati diversi uffici e capannoni che si trovano nella zona dell’aeroporto “Cristoforo Colombo”, nel quartiere di Sestri Ponente. L’operazione porterebbe l’occupazione futura di Piaggio in città a circa 70 persone, con un taglio netto del personale. Nel dettaglio “scomparirebbero” un piano della palazzina uffici, l’officina (hangar 1 e 2), l’impianto di verniciatura, il delivery center (hangar 3) e il box sperimentale, mentre rimarrebbero la palazzina piloti (Training Academy), un piano della palazzina uffici e il magazzino. Se un’operazione di questo tipo dovesse andare in porto, l’azienda cancellerebbe quasi totalmente la propria presenza a Genova, dopo aver già ridotto sensibilmente l’occupazione negli anni scorsi e avere rinunciato, nel 2016, a più di 30 mila metri quadrati di concessione - sempre a Sestri Ponente - che sono stati riconsegnati nelle mani dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale.

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