SERVICES

«No Tav, processate altri 50 violenti»

Alessandria - Con l’ultima tranche di 50 richieste di rinvio a giudizio,il pubblico ministero Andrea Padalino ha chiuso il cerchio sulla catena di violenze avvenuti per contrastare i lavori del Terzo Valico, tra il 2013 e il 2015, ad opera di singoli attivisti

Alessandria - Con l’ultima tranche di 50 richieste di rinvio a giudizio, il pubblico ministero Andrea Padalino ha chiuso il cerchio sulla catena di violenze avvenuti per contrastare i lavori del Terzo Valico, tra il 2013 e il 2015, ad opera di singoli attivisti, anche legati all’area antagonista. In tutto sono 150 gli indagati che confluiranno, probabilmente, in un maxi-processo.

Nell’ultima tranche compaiono gli anarchici del segmento insurrezionalista, che ha compiuto - nel quadro di una protesta sostanzialmente pacifica - una sorta di test. Obiettivo: esportare anche nell’Alessandrino forme di guerriglia già sperimentate sul fronte del Tav in Val Susa. Lo prova l’elenco di nomi importanti di questa galassia che in genere si muove e combatte in modo autonomo, infiltrandosi nei movimenti solo per creare un frattura all’interno del sistema. La maggior parte degli indagati sono torinesi o provengono da realtà anarchiche da Lombardia, Nord Est e Centro Sud. Tra loro, Graziano Mazzarelli, di Lecce, già coinvolto in un attacco con molotov al cantiere Tav di Chiomonte; Luca Germano, torinese protagonista sempre in Val Susa di fatti di violenza; Francesco Di Berardo, di Modena; Fabio Milan, di Torino, considerato uno dei leader del fronte insurrezionalista; Mitzi Plavier, Torino, esponente di rilievo della stessa formazione e redattrice dell’emittente antagonista RadioBlackOut; Marianna Valenti, originaria di Rovereto e arrestata in Val Susa nel 2011 dopo violenti scontri nel cantieri. Gli ultimi 25 indagati sono quasi tutti attivisti residenti nell’Alessandrino, di ogni età, e quasi nessun con precedenti di polizia o altro. L’accusa: “…In concorso tra loro e previo concerto, al fine di occuparlo o di trarne altrimenti profitto, invadevano arbitrariamente il terreno di pertinenza della Cascina Romanellotta di proprietà del Consorzio Cociv danneggiavano la rete delimitante il cantiere denominato Pozzo Radimero in Arquata Scrivia, rendendola in tutto o in parte inservibile mediante l’utilizzo di pinze, tronchesi e altri oggetti”

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››