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«Sciopero selvaggio, rimborsi a chi non vola»

Roma - Potrebbe scoppiare una bomba nei bilanci delle compagnie aeree che volano in Europa: la Corte di Giustizia dell’Ue ha notevolmente esteso l’obbligo per i vettori di risarcire i passeggeri per i ritardi e le cancellazioni dovuti a sciopero

Roma - Potrebbe scoppiare una bomba nei bilanci delle compagnie aeree che volano in Europa: la Corte di Giustizia dell’Ue ha notevolmente esteso l’obbligo per i vettori di risarcire i passeggeri per i ritardi e le cancellazioni dovuti a sciopero. Una compagnia è stata infatti ritenuta responsabile dei disservizi persino nel caso di uno sciopero selvaggio non proclamato dei sindacati, anzi addirittura di un’agitazione irregolare, avvenuta nella forma impropria di certificati di malattia spediti in massa - l’89% dei piloti di un vettore charter tedesco si era messo in mutua.

Questo intacca il principio della “causa di forza maggiore” come esimente per i rimborsi nel caso di agitazioni di lavoro interne. Non lo azzera, però, perché la legge è sempre interpretabile. Comunque, la sentenza spalanca le porte a una valanga di domande di rimborso da parte dei viaggiatori che subiscono i disservizi. E il pronunciamento della Corte aumenta anche il potere di piloti e hostess nelle vertenze. In Europa vige il principio per cui la compagnia aerea deve rimborsare i viaggiatori per ritardi e cancellazioni se questi sono di sua responsabilità, ma è esonerata dall’obbligo in caso di forza maggiore. Ci sono però zone grigie, in particolare sulle relazioni sindacali. La sentenza Ue osserva che lo sciopero selvaggio (anzi il ricorso in massa ai certificati medici) è avvenuto in risposta all’annuncio improvviso di una severa ristrutturazione aziendale: la compagnia nel comportarsi così si è assunta il rischio di una reazione altrettanto improvvisa dei lavoratori, rischio che ha scaricato sui suoi clienti, che ora deve rimborsare.

I 20 GIORNI DI TREGUA

Su metro e bus, la tregua tra uno sciopero e l’altro dovrà essere di almeno 20 giorni, e gli utenti dovranno essere informati sui rischi che corrono realmente di non riuscire a prendere i mezzi pubblici in caso di stop. Sono le principali novità che la Commissione di garanzia sullo sciopero ha introdotto all’accordo raggiunto, dopo 16 anni di mancate intese, da associazioni datoriali del trasporto pubblico e sindacati. Il Garante Giuseppe Santoro Passerelli spiega che «l’obiettivo è porre un limite al fenomeno degli scioperi a rotazione», ma i sindacati insorgono.

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