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«L’Italia è il vero Molo dell’Europa sul Mediterraneo» / INTERVISTA

Napoli - Armando Borriello (Sticco Sped): «Ma quello che le manca è una rete intermodale adatta».

Può illustrarci l’attività principale della sua azienda?
«La Sticco sped, di cui rappresento la terza generazione - risponde Armando Borriello, commercial manager della Sticco Sped - offre servizi di spedizioni internazionali, attraverso tutte le modalità di trasporto: dalla nave al treno, dall’aereo al camion. Supportiamo i nostri clienti garantendo la possibilità di trasporto combinato ed intermodale, perché le merci a noi affidate compiano finanche l’ultimo miglio. Ma siamo anche consulenti doganali e di fiscalità internazionale, mettendo al servizio dei nostri clienti l’esperienza di un team formato e sempre aggiornato sulla legislazione doganale, in continua evoluzione. Io stesso mi sono specializzato in questo ambito innovativo e complesso, elaborando una Tesi di Laurea Magistrale sulle novità introdotte dal Nuovo Codice Doganale dell’Unione. Inoltre nella nostra sede di Nola garantiamo anche lo stoccaggio delle merci e servizi logistici annessi».

Quali sono oggi i vantaggi logistici che può sfruttare chi opera in Italia?
«L’Italia è il “Molo dell’Europa sul Mediterraneo”: la sua conformazione fisica peninsulare gli permette di accogliere flussi provenienti da 3 direttrici di traffico, l’Asia ed il Medio-Oriente ad Est, l’Africa a Sud, e non in ultima l’America ad Ovest. È potenzialmente quella che si definisce un “hub” cruciale delle merci destinate a tutta l’Europa. Potenzialmente. Ma ciò che le manca per poter attrarre realmente, e senza eroismi individuali e sporadici, investimenti esteri in tal senso è una rete intermodale adatta, interconnessa e basata principalmente sulla modalità di trasporto che si sta imponendo massivamente: il trasporto ferroviario».

Che cosa pensa del progetto denominato “Nuova via della Seta”?
«In quanto progetto varato dal governo cinese è un piano lungimirante e che sta creando importanti implicazioni negli equilibri logistici del continente europeo. Attualmente però la sua declinazione in modalità ferroviaria è ancora pionieristica e poco efficiente rispetto alla “via mare”, che comunque appartiene al programma, ed anzi ne è per adesso forza motrice, come testimoniato dal successo dell’intervento al Pireo».

Quali sono le aver geografiche più interessanti, nell’attuale contesto socio economico?
«I rinnovati equilibri geo-politici aprono nuovi scenari commerciali, a partire dalle due Coree. Ma anche il Medio-Oriente e l’America del Sud offrono importanti opportunità. La ripresa economica sta sostenendo la crescita un po’ di tutte le aree, favorendo le nazioni pronte ad agganciare la crescita».

Quali sono le carenze infrastrutturali più pesanti, nel sistema logistico sul quale operate?
«Sicuramente l’impossibilità di usufruire del collegamento ferro-mare, dovuto all’arretratezza del treni cargo e delle relative rete infrastrutturali, con particolare riferimento al porto di Napoli, cui solo le ultime dirigenze stanno finalmente dando l’opportuna rilevanza. Il sistema logistico è attualmente ancora troppo legato al trasporto via gomma, con importanti ricadute ecologiche e di efficienza di costi e tempi».

La guerra dei dazi sta realmente compromettendo lo sviluppo del commercio internazionale, come denunciano molti economisti?
«Come accade fisiologicamente l’imposizione daziaria altera gli equilibri economici, e per questo danneggia alcuni traffici, ma d’altro canto ne favorisce altri. È chiaro che in un’epoca in cui non esistono più barriere allo scambio internazionale, la distorsione della “guerra dei dazi” genera preoccupazioni, ma sinceramente credo che non sia un ostacolo, più di quanto sia un’opportunità».

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