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Apnee del sonno, tra gli autotrasportatori sono due volte più frequenti

Roma - Per affrontare il problema «servirebbe una normativa più stringente. La prossima revisione del codice della strada probabilmente potrebbe essere la sede più adatta».

Roma - Tra gli autisti professionali la sindrome delle apnee del sonno è due volte più frequente che nella popolazione generale. Per affrontare il problema «servirebbe una normativa più stringente. La prossima revisione del codice della strada probabilmente potrebbe essere la sede più adatta». A dirlo è il prefetto Roberto Sgalla, Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione della Campagna “Dormi meglio, Guida sveglio” sui rischi per la sicurezza stradale della sindrome delle apnee ostruttive nel Sonno (Osas).


«Da parte di chi guida per professione e soffre di questo problema - osserva Sgalla - potrebbe esserci reticenza nell’uscire allo scoperto perché implica il coraggio di autodenunciarsi e le conseguenze potrebbe arrivare alla revoca della patente». Quindi, «anche se ogni iniziativa per promuovere sensibilizzazione sul tema è utile, ritengo occorreranno modifiche normative cogenti per individuare il problema e intervenire». Ad esempio, conclude il prefetto, «se si ritenesse questa una patologia invalidante, quale in effetti è, il medico competente che opera presso le aziende di autotrasporto potrebbe introdurre esami nel pacchetto di check up obbligatori già previsti per droga e alcol».

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