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«Col decreto Di Maio lasceremo l’Italia»

Roma - «Se fossero vere le anticipazioni del decreto Dignità che il ministro Di Maio ha fornito alle delegazioni di fattorini incontrate, dovrei concludere che il nuovo governo ha un solo obiettivo: fare in modo che le piattaforme digitali lascino l’Italia» così l’amministratore delegato di Foodora

Roma - «Se fossero vere le anticipazioni del decreto Dignità che il ministro Di Maio ha fornito alle delegazioni di fattorini incontrate, dovrei concludere che il nuovo governo ha un solo obiettivo: fare in modo che le piattaforme digitali lascino l’Italia. Quella che filtra è una demonizzazione della tecnologia che ha dell’incredibile, quasi medievale e in contraddizione con lo spirito modernista del Movimento 5 Stelle». Lo dice Gianluca Cocco, amministratore delegato di Foodora Italia, intervistato dal Corriere della Sera.

Il manager, 31 anni come il vice primo ministro, ritiene che se la bozza venisse confermata, «non ci sarebbe alcuna speranza per il settore di restare in piedi. Gli operatori saranno costretti ad assumere tutti i collaboratori, chiuderanno i battenti e trionferà il sommerso». Cita una ricerca condotta in collaborazione con l’Istituto nazionale di previdenza sociale: «Solo il 10% dei rider lo considera un lavoro stabile. Il 50% sono studenti, il 25% lo esercita come secondo lavoro e un altro 10% lo considera un’attività di transizione. La durata media è quattro mesi, non di più. Posso pensare però che il ministro abbia ricevuto informazioni inesatte sulla nostra attività», aggiunge. È aperto a «soluzioni che si muovono nell’ambito dei principi fissati dallo Statuto del lavoro autonomo e della formula del contratto di collaborazione coordinata e continuativa», e ad abolire il cottimo, per «altre forme come il minimo garantito, la paga oraria oppure sistemi misti con base oraria più parte variabile». Alzare la paga? «Se ne può discutere rispettando però la sostenibilità del conto economico delle nostre aziende».

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