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Aspi, due progetti per demolire e ricostruire

Genova - La doppia mossa di Autostrade arriva non a caso nel giorno dell’incontro romano tra governo e istituzioni locali. La prima, ufficiale, è il lancio di un’operazione “trasparenza” che punta a dimostrare alcuni concetti base

Genova - La doppia mossa di Autostrade arriva non a caso nel giorno dell’incontro romano tra governo e istituzioni locali. La prima, ufficiale, è il lancio di un’operazione “trasparenza” che punta a dimostrare alcuni concetti base: la manutenzione sul Morandi è stata costante e le tariffe di Aspi sono più basse della media europea.

Ma è la seconda, più ufficiosa, che però è la più significativa: ieri, negli uffici della struttura commissariale per l’emergenza, in Regione Liguria, sono arrivati due distinti piani di demolizione e ricostruzione elaborati da Autostrade con l’indicazione di tempistiche precise. La prima opzione, secondo quanto filtrato, punta a concludere le due fasi - abbattimento dei tronconi del viadotto Polcevera e costruzione del nuovo ponte - in dieci mesi, dal momento in cui l’area sarà completamente sgombra dai detriti ancora sotto sequestro dalla magistratura. La seconda ipotesi prevede una durata dei lavori più lunga, intorno ai quattordici mesi. La differenza è data, secondo quanto indicato da Autostrade, da una considerazione relativa al destino delle case che insistono nell’area del Morandi: nel primo caso sarebbe sacrificato un numero maggiore di abitazioni, probabilmente con la scelta di adoperare l’esplosivo per il troncone Est del viadotto crollato il 14 agosto; nel secondo caso, invece, si potrebbero salvare più abitazioni. I due piani si basano entrambi, per la ricostruzione, sul progetto di nuovo ponte elaborato e donato da Renzo Piano. Il governatore e commissario per l’emergenza, Giovanni Toti, avrebbe anche informato il premier Giuseppe Conte dei due piani formulati da Autostrade e arrivati ieri in Regione, e il presidente del Consiglio avrebbe preferito non esprimersi sul tema, rinviando le valutazioni al commissario per la ricostruzione che dovrebbe essere nominato entro pochi giorni.

Ma intanto Autostrade ha lanciato un’autentica campagna informativa, dal titolo emblematico: “operazione trasparenza”. Sul sito web di Aspi sono apparsi una serie di dati relativi a manutenzioni e tariffe: secondo le statistiche in possesso del concessionario, sul viadotto Polcevera nei tre anni e mezzo dal 2015 al 2018 «sono state realizzate 926 giornate di cantiere, pari ad una media per ogni settimana di 5 giorni di lavori su 7» mentre dal 2000 al 2017 Autostrade «ha investito 5,141 miliardi di euro complessivi per la manutenzione della rete autostradale gestita - scrive Aspi - Rispetto agli obblighi previsti in Convenzione (4,946 miliardi di euro), si tratta di 195 milioni di euro in più. Un recente studio di Aiscat (il “sindacato” dei concessionari, ndr) evidenzia che Autostrade per l’Italia spende in manutenzione per km di infrastruttura circa 108mila euro l’anno, 5 volte di più rispetto alla spesa per manutenzione di Anas». Sul sito di Autostrade si legge anche che il totale delle risorse investite in grandi opere e sulla rete in esercizio «nel periodo della privatizzazione (2000-2017) sono stati investiti dalla società 13,6 miliardi di euro». Anche sulle tariffe, i dati pubblicati illustrano che «sono più basse della media europea: le tariffe medie per autovettura di Autostrade sono pari a 7,44 centesimi per km contro 8.73 della Francia, 8.37 del Portogallo, 12.13 della Spagna e 16.02 del Regno Unito».

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