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Ponte Genova, scende in campo Strabag

Genova - Autostrade ribadisce di poter demolire i monconi e costruire il nuovo pontein nove mesi precisi, e ieri ha deciso di inviare formalmente il progetto al commissario governativo Marco Bucci. Nel frattempo, anche un grande gruppo con base in Austria, Strabag, si candida per partecipare alle operazioni

Genova - Autostrade ribadisce di poter demolire i monconi e costruire il nuovo ponte in nove mesi precisi, e ieri ha deciso di inviare formalmente il progetto al commissario governativo Marco Bucci. Nel frattempo, anche un grande gruppo con base in Austria, Strabag - sesto in Europa per fatturato - si candida per partecipare alle operazioni. Una proposta molto credibile, alla luce del decreto Genova, che esclude le concessionarie autostradali e tutte le imprese collegate, tagliando così fuori quasi tutti i più grandi player italiani specializzati in infrastrutture stradali e in particolare in ponti di grandi dimensioni.

Vuol dire che, insediatosi infine il commissario, i motori si scaldano attorno a quella che, con la gestione della fase di emergenza, è la questione più importante: la demolizione di ciò che resta del Morandi - sempre che questa sia la strada scelta dal commissario - e la sua ricostruzione. Una sfida in relazione alla quale, fino a questo momento, ruotano interrogativi soltanto minimamente affrontati: tra i punti fermi c’è l’esclusione di Autostrade per l’Italia che sarà mantenuta anche se, come sembra, il Parlamento interverrà sul comma 7 del decreto Genova, in vigore dal 29 settembre e in attesa di conversione in legge. Quello, che oltre ad Aspi esclude «tutti i gestori di strade a pedaggio», compresa qualunque emanazione. Insomma, oltre a Pavimental, la società di costruzioni del gruppo Atlantia - holding di Autostrade - sono al momento fuori pure Astaldi, Cmc, Itinera, Pizzarotti, Salini Impregilo e Toti.

Considerando che alcune imprese sono in grave difficoltà, come la stessa Astaldi, fino a Condotte d’acqua, Mantovani, Glf e Trevi, e altre non costruiscono viadotti o, come Rizzani de Eccher, sono specializzate in strutture in cemento armato, rimane praticamente la sola Cimolai di Pordenone. Suona quindi quasi come un anticipo di strategia giudiziaria - da un punto di vista amministrativo e civile - la scelta del consiglio di amministrazione di Autostrade di inviare il progetto al commissario. Una decisione motivata - sottolinea una nota di Aspi - «ritenendo essenziale l’obiettivo di ripristinare nei minori tempi possibili il viadotto Polcevera e avendo particolare riguardo alla comunità di Genova». Ancora, Aspi spiega di averlo fatto «in adempimento delle previsioni di Convenzione». Un dato cristallino, ancora oggi, a dispetto dell’intenzione del governo di cancellarla. Da questo punto di vista, Autostrade, si tutela così anche da eventuali accuse di un inadempimento contrattuale. Il progetto di Aspi prevede nove mesi per demolire e ricostruire, dal giorno d’entrata in possesso delle aree. Non solo: la concessionaria si impegna a prevedere adeguate «garanzie economiche» sul rispetto dei tempi indicati. E «si dichiara altresì disponibile a sviluppare eventuali ulteriori ipotesi progettuali, laddove richiesta dal commissario». Tuttavia, a meno di un clamoroso ripensamento della maggioranza gialloverde, Autostrade per l’Italia non potrà essere della partita.

Questo, assieme alla necessità di garantire la concorrenza e nell’ambito di una gara semplificata - con le aziende saranno chiamate e faranno una proposta progettuale ed economica - apre alla partecipazione di gruppi esteri. Uno, Strabag, parlando a Radiocor, ieri si è fatto avanti apertamente: «Siamo interessati alla ricostruzione del ponte - ha detto la presidente della controllata italiana, Marina Humitsch - aspettiamo dal commissario Bucci le regole per l’affidamento degli appalti». Il gruppo austriaco macina circa 15 miliardi di fatturato e ha già lavorato a infrastrutture importanti in Italia, tra cui un lotto del Quadrilatero Marche-Umbria, un lotto della Pedemontana Lombarda e uno della Siena Grosseto. Strabag ha peraltro collaborato molte volte con Cimolai: «Sarebbe il partner ideale - sottolinea l’azienda - anche se non c’è ancora un accordo specifico». Per valutare le prossime mosse il gigante delle costruzioni aspetta di conoscere «le regole per l’affidamento».

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