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Terzo valico, 500 operai edili in corteo

Genova - Gli edili scendono in piazza per dire sì al Terzo valico. Sul completamento dell’opera pende, sino a fine mese, il giudizio del governo che in base all’analisi costi-benefici del professore No Tav, Marco Ponti, deciderà se chiudere i cantieri o meno

Genova - Gli edili scendono in piazza per dire sì al Terzo valico. Sul completamento dell’opera pende, sino a fine mese, il giudizio del governo che in base all’analisi costi-benefici del professore No Tav, Marco Ponti, deciderà se chiudere i cantieri o meno. In piazza De Ferrari, sotto la sede della Regione Liguria, oggi arriveranno oltre 500 operai che operano nei cantieri che stanno realizzando l’infrastruttura e parteciperanno alla manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil.

Sono lavoratori impiegati in Liguria ma anche nel Basso Piemonte: alle 13 si muoveranno in corteo da De Ferrari verso il Consiglio regionale attraversando via Dante per poi incontrare i consiglieri poco dopo. L’infrastruttura è già stata completata per il 32% e appaltata all’80%. Ad oggi i lavoratori edili impegnati sono 2.398 più cinquemila nell’indotto. I numeri, sulla carta, dovrebbero aumentare sensibilmente quando si andrà a pieno regime per l’esecuzione dell’opera con cinquemila edili più 20 mila persone nell’indotto. Alle 11.30 di oggi è prevista la partenza degli edili dal campo base di Trasta che a bordo di pullman e auto raggiungeranno il centro cittadino. Durante il Consiglio regionale di questo pomeriggio dovrebbe essere approvato un ordine del giorno sul Terzo valico a favore del finanziamento del quinto lotto e di un anticipo del sesto. «Vogliamo risposte chiare in tempi rapidi, ormai siamo fuori tempo massimo: ci sono in ballo migliaia di posti di lavoro e non c’è chiarezza su un’opera come il Terzo valico che dovrebbe invece avere un consenso totale e condiviso da parte di tutte le forze politiche. Adesso basta, siamo pronti ad alzare la voce», spiega Andrea Tafaria, segretario generale della Filca-Cisl Liguria.

Lo scorso 9 ottobre i lavoratori impiegati nella realizzazione del Terzo valico, l’alta velocità ferroviaria da Genova a Milano, hanno già protestato Roma per chiedere al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, di sbloccare immediatamente i fondi del quinto lotto. Anche per oggi, come successo in occasione della manifestazione nella Capitale, è stato proclamato uno sciopero per l’intera giornata in tutti i cantieri che stanno lavorando per la realizzazione dell’infrastruttura.

Toninelli ha recentemente dichiarato al Senato che la valutazione che il ministero dei Trasporti sta svolgendo «non ha l’obiettivo di fermare l’opera, ma quello di giudicarne la convenienza complessiva per i cittadini». «Come è stato da me sempre ribadito - ha aggiunto- sulle opere che sono ad un avanzato stadio di realizzazione la valutazione dell’analisi costi benefici non potrà non tenere conto di tutti i vincoli normativi, dello stato di avanzamento dei lavori e di tutti gli interessi coinvolti, compresi quelli occupazionali, ai quali abbiamo sempre prestato la massima attenzione». «Ribadisco ancora una volta - ha chiuso - che la valutazione, dal momento che terrà conto dei vincoli esistenti, considererà sicuramente gli oneri a carico del bilancio pubblico in caso di sospensione delle opere infrastrutturali».

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