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Ponte Morandi, Atlantia accantona 350 milioni

Roma - Il gruppo delle infrastrutture Atlantia, il cui principale azionista è la famiglia Benetton, ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile pari a 733 milioni di euro (-15%) per l’effetto dell’appostamento di circa 350 milioni di euro quale stima preliminare degli oneri direttamente collegati al crollo del Morandi

Roma - Il gruppo delle infrastrutture Atlantia, il cui principale azionista è la famiglia Benetton, ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile pari a 733 milioni di euro (-15%) per l’effetto dell’appostamento di circa 350 milioni di euro quale stima preliminare degli oneri direttamente collegati al crollo della sezione del viadotto Polcevera (gestito dalla società controllata Autostrade per l’Italia) a Genova, lo scorso 14 agosto, che ha causato 43 vittime. Lo comunica il consiglio di amministrazione. Nei primi nove mesi dell’anno il margine operativo lordo di Atlantia è pari a 2,9 miliardi (+3%, +4% su base omogenea). Il risultato ante oneri finanziari è pari a 1,6 miliardi (-13%).

I ricavi operativi sono stati 4,6 miliardi (+2%): in particolare, i ricavi da pedaggio crescono dell’1% a 3,2 miliardi; i ricavi per servizi aeronautici segnano un +5% a 637 milioni di euro. Il flusso di cassa operativo è pari a due miliardi (+8%, +7% su base omogenea).

L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2018 ammonta a 9,9 miliardi, in aumento di 411 milioni rispetto al saldo 31 dicembre 2017, per effetto essenzialmente dell’acquisto del 15,49% del capitale di Getlink, la società che controlla il tunnel della Manica, per un importo di un miliardo di euro: «Nel convincimento che Autostrade per l’Italia abbia adempiuto ai propri obblighi concessori e nelle more degli esiti dell’accertamento delle cause del crollo di una sezione del Viadotto Polcevera, Atlantia ha predisposto la situazione contabile consolidata al 30 settembre 2018 includendo le stime preliminari di Autostrade per l’Italia degli oneri direttamente collegati al crollo, impregiudicato ogni accertamento sulle responsabilità», spiegano da Atlantia, precisando che le stime sono «relative ai costi di demolizione e ripristino del viadotto, con connessi oneri per espropri e indennizzi e contributi a persone ed aziende-attività produttive direttamente colpite dal crollo, nonchè ai risarcimenti agli eredi delle vittime e ai feriti». La stima di 350 milioni circa non tiene conto «per motivi prudenziali dei rimborsi assicurativi», precisa Atlantia, spiegando che queste stime «sono state riflesse nella situazione contabile consolidata al 30 settembre mediante accantonamenti a fondi del passivo patrimoniale per circa 345 milioni, a cui si aggiungono circa cinque milioni di euro di oneri già sostenuti e contabilizzati tra i costi operativi».


RISCHI DALLO STOP DELLA CONCESSIONE
«Si ritiene doveroso evidenziare potenziali rischi - aggiungono da Atlantia - derivanti dalla contestazione di presunto grave inadempimento agli obblighi convenzionali pervenuta ad Autostrade per l’Italia dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a seguito del crollo» del Ponte Morandi a Genova e dall’eventuale attivazione dei procedimenti di decadimento della convenzione.


PERSI SIN QUI DUE MILIONI CON I PEDAGGI GRATUITI A GENOVA
«L’iniziativa di Autostrade per l’Italia relativa all’esenzione del pedaggio sull’area genovese», in seguito al crollo del Ponte Morandi «ha originato un minor introito netto stimabile in circa due milioni di euro» si legge nella nota alla trimestrale.


NIENTE ACCONTO DEL DIVIDENDO
Il consiglio di amministrazione di Atlantia «in considerazione del contesto generale attuale, nonché della decisione assunta dal cda di Autostrade di non distribuire alcun acconto sui dividendi, ha valutato di non procedere alla distribuzione dell’acconto sui dividendi per l’esercizio 2018 abitualmente messo in pagamento nel mese di novembre». Il board ha così «deciso di rinviare la distribuzione dell’utile per l’esercizio in corso in una unica soluzione al mese di maggio 2019, previa approvazione della competente assemblea degli azionisti, in misura corrispondente almeno al previsto flusso di dividendi riveniente dalle attività aeroportuali, tecnologiche e internazionali partecipate da Atlantia».


IL MARGINE CRESCE GRAZIE AD ABERTIS
«La gestione operativa del gruppo Atlantia in Italia e all’estero evidenzia nei primi nove mesi del 2018 un andamento positivo che consente di prevedere una crescita del margine operativo lordo che beneficerà anche del consolidamento integrale del gruppo Abertis negli ultimi due mesi dell’esercizio. L’indebitamento finanziario netto consolidato a fine 2018 risentirà degli effetti del perfezionamento, avvenuto lo scorso 29 ottobre, sia dell’acquisizione e del consolidamento del gruppo Abertis, che dell’investimento in Hochtief», prosegue la nota di Atlantia.


IL TRAFFICO IN ITALIA CRESCE DELLO 0,3%
Nei primi nove mesi del 2018 sulla rete autostradale gestita dal gruppo Atlantia il traffico è aumentato dello 0,3% rispetto ai primi nove mesi del 2017: in particolare per la sola Autostrade per l’Italia l’aumento è stato dello 0,4%. Lo si legge nella nota diffusa al termine del cda che ha approvato i risultati dei primi 9 mesi. Il traffico sulla rete autostradale estera del Gruppo segna invece un aumento del 2,3%: in particolare, Cile +4,3%, Brasile in linea e Polonia +5,3%. Per quanto riguarda le infrastrutture aeroportuali, nei primi 9 mesi il sistema aeroportuale romano (Adr) ha accolto oltre 37 milioni di passeggeri, con un aumento del 3,6%. Mentre per l’aeroporto di Nizza il traffico segna un +4,2%.

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