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«Tutti in piazza». Ma Genova è divisa

Genova - La voglia di replicare in salsa genovese, domenica in piazza De Ferrari, la piazza torinese di ieri a favore delle grandi opere è ancora più forte dopo il successo dell’evento organizzato dalle madamin piemontesi

Genova - La voglia di replicare in salsa genovese, domenica in piazza De Ferrari, la piazza torinese di ieri a favore delle grandi opere è ancora più forte dopo il successo dell’evento organizzato dalle madamin piemontesi. Ma se gli organizzatori liguri puntano ad allargare gli inviti anche a Regione e sindaci, quelli che un tempo si chiamavano “corpi intermedi” si dividono. Non tanto sulla necessità di grandi opere come Gronda o Nodo ferroviario ma quanto sulle modalità di organizzazione dell’evento di domenica.

Camilla Ponzano, presidente di “Riprendiamoci Genova”, l’associazione che sta organizzando il presidio a De Ferrari, ieri era in piazza a Torino. E, complice la presenza del governatore ligure, Giovanni Toti, ne ha approfittato per invitarlo in via informale al presidio genovese. «A inizio settimana partiranno le comunicazioni formali anche per tutti i sindaci della Liguria e anche di realtà legate a Genova come Milano, Torino o Venezia», spiega Ponzano. Toti, per il momento, si è riservato di valutare una possibile partecipazione, anche se la sua presenza ieri a Torino, così come la posizione sulle grandi opere, è inequivocabile: «Le infrastrutture sono fondamentali per il rilancio del Nord Ovest e sono nel dna del centrodestra». Bucci è già stato contattato dalle madamin, che verranno in trasferta a Genova domenica prossima, ha aperto alla possibilità di una mozione a sostegno della Tav in Consiglio comunale e valuterà l’invito per domenica. Altri sindaci liguri potrebbero aderire, anche perché qualcuno è già andato ieri a Torino. È il caso del primo cittadino di Ventimiglia, Enrico Ioculano, o del sindaco di Vado Ligure, Monica Giuliano, entrambi del Pd. «Sarò in piazza anche a Genova, perché il tema delle infrastrutture noi liguri lo viviamo in prima persona, a Vado in particolare, vista la presenza del porto - chiarisce - Sono in contatto con le madamin ed è stato bello essere in piazza a confrontarsi con persone di varie estrazioni politiche».

Chi ha già scelto di aderire è il Partito democratico: «Noi ci saremo, perché pensiamo da sempre che le infrastrutture siano fondamentali per Genova e la Liguria - spiega il segretario provinciale, Alberto Pandolfo - Ma serve che la manifestazione sia organizzata bene».

Altro conto sono le posizioni di associazioni di categoria e i sindacati, divisi tra chi aderisce, chi preferirà restare a casa e quanti non hanno ancora sciolto le riserve, anche per capire la piega che prenderà l’evento. Se la Culmv e Spediporto dovrebbero essere in piazza, a declinare l’invito degli organizzatori - pur condividendo totalmente la necessità delle grandi opere - sono già stati Confindustria, Camera di Commercio, Ance, Confcommercio e Confesercenti. Tra i sindacati hanno dato la propria disponibilità, ma con riserve, sia la Cgil che la Uil. «Partecipiamo a manifestazioni, quando non sono promosse dalla Cgil, che uniscono le realtà del territorio e condividono temi che poi vanno portati alla conoscenza della città. Vogliamo verificare queste condizioni. Anche la data è importante e la domenica alle 12 non ci sembra essere il momento più indicato» spiega il segretario generale della Cgil Genova, Igor Magni. «Sul tema noi ci siamo sempre, anche se Genova non è Torino e forse la gestione dell’evento mi sembra ancora acerba» argomenta Mario Ghini, segretario Uil Liguria. La Cisl, per ora, resta alla finestra. «Siamo a favore di tutte le infrastrutture senza se e senza ma - dice Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria - e di tutte le iniziative apartitiche che vadano in questa direzione. Aspettiamo di verificare fino in fondo l’autenticità degli obiettivi e la terzietà della manifestazione, valuteremo nelle prossime ore».

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