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Bombardier, i vertici disertano l’incontro al Mise

Savona - Nella complessa vertenza di Bombardier Transportation Italy il ministero dello Sviluppo economico si schiera a fianco di sindacati ed enti locali. Dall’incontro di ieri pomeriggio, coordinato dal vicecapo di gabinetto del Mise, Giorgio Sorial, è scaturita una fumata grigia

Savona - Nella complessa vertenza di Bombardier Transportation Italy il ministero dello Sviluppo economico si schiera a fianco di sindacati ed enti locali.

Dall’incontro di ieri pomeriggio, coordinato dal vicecapo di gabinetto del Mise, Giorgio Sorial, è scaturita una fumata grigia, anche perché i vertici italiani e europei di Bombardier non erano presenti e hanno lasciato la scena ai loro delegati.

Sul tavolo c’era la delicata questione della procedura di cessione del ramo d’azienda, da Bombardier a Segula Technologies (50 ingegneri), società francese specializzata in servizi di progettazione, del reparto ingegneria e dei suoi cinquanta tecnici. Ieri il Mise ha concordato con la richiesta delle organizzazioni sindacali Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm, e delle rsu, affinché Bombardier ritiri del tutto la procedura.

Se non altro, la multinazionale canadese, che a Vado impiega 530 persone e lo scorso anno ha annunciato a livello globale 5.000 tagli al personale, ha lasciato aperto uno spiraglio, annunciando che l’iter non sarà completato entro il 4 maggio, come preventivato all’inizio, ma si protrarrà per quasi tutto il mese. Le parti saranno quindi riconvocate entro la fine della terza settimana di maggio.

Restano però ancora da sciogliere gli altri nodi: la commessa per costruire altri 14 treni “Frecciarossa 1000” per Trenitalia e l’ipotesi di concentrare a Vado la realizzazione della flotta di locomotive Traxx Dc3, che oggi sono assemblate anche in Germania e Polonia. Per quanto riguarda i treni ad alta velocità, i sindacati hanno chiesto al governo di fare pressione su Trenitalia perché formalizzi il contratto (che tra l’altro sarebbe un’opzione a seguito della commessa originaria già eseguita). Anche se la produzione avverrebbe in joint venture con Hitachi Rail Italy, per lo stabilimento vadese di Bombardier significherebbe ottenere altri due anni di lavoro.

Più complicata appare invece la proposta dei sindacati di trasferire a Vado l’intera produzione delle locomotive Traxx Dc3: « Non c’è alcuna traccia della volontà del gruppo di produrre a Vado le locomotive per il mercato estero europeo - ammette Andrea Mandraccia, segretario provinciale della Fiom-Cgil -, condizione che porterà la fabbrica a essere senza carichi di lavoro a fine estate. Ma sottolineiamo ancora una volta come il problema principale sia oggi l’assenza di un piano industriale per il consolidamento e il rilancio del sito. Se Bombardier non garantisce più, così come noi crediamo, il sito produttivo, occorre allora lavorare ad un piano B verificando la disponibilità da parte di altri gruppi a rilevare lo stabilimento. Uno stabilimento con altissime competenze e professionalità nonchè logisticamente ancora più strategico una volta che sarà ultimata la piattaforma portuale in costruzione a Vado. Occorre lavorare a una governance del settore produzione di materiale rotabile che garantisca i siti produttivi presenti sul territorio nazionale. Riteniamo che ci siano tutte le condizioni per farlo».

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