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I Trevisani aderiscono al rafforzamento di Trevi

Milano - La famiglia Trevisani ha deciso di aderire alla manovra di rafforzamento varata dal consiglio d’amministrazione di Trevi, il gruppo di ingegneria di Cesena specializzato in grandi opere del sottosuolo su cui pesano debiti per 700 milioni di euro

Milano - La famiglia Trevisani ha deciso di aderire alla manovra di rafforzamento varata dal consiglio d’amministrazione di Trevi, il gruppo di ingegneria di Cesena specializzato in grandi opere del sottosuolo su cui pesano debiti per 700 milioni di euro. Lo rende noto la società al termine della riunione del consiglio di amministrazione che ha «valutato positivamente l’iniziativa». La famiglia Trevisani, in proprio e nella qualità di azionisti indiretti del socio Trevi Holding (Thse), ha presentato «un’ipotesi di adesione agli accordi sottoscritti il 5 agosto scorso - è scritto nella nota - per la realizzazione della manovra finanziaria, nonché di risoluzione dei contrasti e delle controversie giudiziarie nel frattempo insorte, subordinatamente all’accettazione di alcune condizioni e previa assunzione adozione o rilascio di ogni determinazione, atto o autorizzazione necessari a renderle legittime nel contesto della procedura di concordato preventivo di Thse». Il cda di Trevi ha dato mandato al «Cro Sergio Iasi - prosegue la nota della società - per le opportune valutazioni e per approfondirne le concrete possibilità di realizzazione, ai fini di una eventuale successiva sottoposizione di una proposta definitiva al consiglio stesso». Nei mesi scorsi la famiglia Trevisani si era opposta alla manovra di rafforzamento con un ricorso al tribunale di Bologna chiedendo la nomina di un amministratore giudiziario.

L’udienza per discutere del discorso è stata fissata per l’11 settembre, a poche settimane dall’assemblea degli azionisti, convocata per il 23 settembre, che dovrà approvare i conti e rinnovare il consiglio d’amministrazione in scadenza.

La manovra di rafforzamento patrimoniale prevede un aumento di capitale da 130 milioni di euro, la conversione di 63 milioni di euro di crediti da parte delle banche e nuove linee di credito per 41 milioni

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