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Giachino: «La tecnologia non sostituirà mai la professionalità dell’uomo»

Genova - «Il nostro obiettivo, da sempre - spiega Mino Giachino, presidente di Saimare, un’azienda di riferimento nel settore dei servizi alle spedizioni internazionali, presente in tutti i porti italiani - è quello di rendere più competitivi i nostri clienti e di aiutarli a crescere in un mondo sempre più competitivo».

Genova - «Il nostro obiettivo, da sempre - spiega Mino Giachino, presidente di Saimare, un’azienda di riferimento nel settore dei servizi alle spedizioni internazionali, presente in tutti i porti italiani - è quello di rendere più competitivi i nostri clienti e di aiutarli a crescere in un mondo sempre più competitivo. Perché nella logistica il tempo e la qualità dei servizi sono due must». Il settore logistico più di altri sta attraversando una fase di profondo cambiamento, economico e culturale.

Quali sono, a suo avviso, le prospettive di chi si occupa di logistica in Italia?
«Le prospettive sono buone se i governi e le istituzioni riprenderanno a investire nelle infrastrutture, perché con nuove infrastrutture come la nuova Diga e la Gronda a Genova o come Tav e Terzo valico l’Italia vedrà crescere i traffici in arrivo e in partenza dal nostro Paese. L’aumento delle importazioni e delle esportazioni genererà aumento della logistica in tutti i settori. Ecco perché ci sono rimasto male quando il mondo della logistica, salvo alcune eccezioni, mi ha lasciato da solo nella battaglia della Tav. Una cosa molto sottovalutata è che l’aumento dei traffici nei nostri porti genera entrati fiscali per lo Stato di un punto di prodotto interno lordo oltre al lavoro per decine di migliaia di aziende. I porti saranno la più grande fabbrica di lavoro di questo secolo . E i porti non possono essere delocalizzati».

Che cosa pensa della qualità delle infrastrutture in Italia?
«Abbiamo gran parte delle infrastrutture degli anni Sessanta e Settanta, un periodo nel quale si fecero quasi tutte le grandi opere che usiamo oggi. Ecco perché il tema delle infrastrutture deve diventare la priorità del Paese, un po’ come gli investimenti in rinnovo degli impianti delle aziende private. La tragica vicenda del Ponte Morandi è lì a ricordarci le carenze gravi degli ultimi anni».

Il rapporto tra tecnologia e logistica è sempre più stretto: quanto pesa questo fenomeno sulla qualità dei servizi alla merce?
«Tantissimi. Informatica, digitalizzazione, interoperabilità, formazione e aggiornamento del personale, sono le parole d’ordine nelle aziende come Saimare».

I professionisti della logistica e dell’industria del trasporto marittimo saranno sempre al centro del mondo dei trasporti, malgrado la tecnologia?
«Certamente, perché l’impegno, la dedizione, l’attenzione alla merce sono aspetti in cui l’uomo farà sempre la differenza» .

Quanto è importante l’aggiornamento professionale nella sua attività?
«Tantissimo, così come la conoscenza delle lingue. Un aspetto che ci caratterizza è però quello di farci promotori per migliorare la efficienza della logistica pubblica (Dogane, Sanità ecc...) facendo capire che dalla qualità e dai tempi dei controlli dipende in parte la efficienza della logistica italiana. Migliorare la logistica pubblica è compito di tutti e Saimare è sempre in prima linea a far sentire gli interessi dei nostri clienti negli uffici pubblici».
In conclusione...
«Dopo 20 anni di stagnazione, il nostro Paese e la politica, come spiego nel mio libro sulla Tav, debbono capire che dall’economia del mare, dai trasporti e dalle infrastrutture può arrivare un forte contributo alla crescita dell’economia e del lavoro. Il ministero dei Trasporti deve diventare un ministero di prima linea magari cambiando nome ministero del Mare e della logistica».

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