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Musolino: «Alleanze a Sud per combattere i giganti del Nord Europa» / INTERVISTA

Genova - «Possiamo raccontarci quello che vogliamo. Ma la verità è una sola: non puoi pensare di competere con i top della lista se dimostri di sapere stare in campo come una squadra di serie C».

Genova - «Possiamo raccontarci quello che vogliamo. Ma la verità, anche se non è facile da ammettere, è una sola: non puoi pensare di competere con i top della lista se dimostri di sapere stare in campo come una squadra di serie C». Pino Musolino è da sei mesi il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale, quella che fino a poco fa eravamo abituati a chiamare semplicemente Autorità portuale di Venezia. Trentanove anni, veneziano di nascita, laureato a Bologna e cresciuto professionalmente ad Anversa, Musolino è considerato da molti l’enfant prodige della portualità italiana. Nei giorni scorsi è toccato a lui, in un convegno internazionale organizzato dal porto di Barcellona, difendere gli scali del Sud Europa dalle critiche, un po’ ripetitive a onor del vero, dei giganti del Nord.

«Che cosa ci rimproverano? Le solite cose – racconta Ci accusano di essere rappresentanti di un sistema pubblicistico, di essere “controllati” dallo Stato. Sostanzialmente di avere paura del mercato. La realtà è un’altra, ed è quella che ho cercato di evidenziare a Barcellona. Prima di tutto partiamo da posizioni e storie diverse rispetto al Nord Europa. In secondo luogo, e parlo di noi italiani, ci stiamo attrezzando per cambiare passo, come ha dimostrato la riforma. Terza considerazione, un po’ provocatoria: di recente la Commissione europea ha bacchettato Belgio e Francia a causa di esenzioni fiscali illegittime, denunciando un sistema che va avanti da 40 anni. Insomma, se parliamo di libero mercato, nessuno può definirsi perfetto…».

Ma il dialogo tra Nord e Sud è realmente impossibile? «Parlando con i colleghi nordeuropei ho fatto questo esempio: la costa belga si esaurisce in due ore di guida, durante le quali si incontrano due porti; quella olandese richiede tre ore e mezza di guida, ma i porti che si incontrano sono sempre due; in Germania gli scali diventano tre, forse quattro. L’Italia ha 8.500 chilometri di costa e 57 porti commerciali, raggruppati in 15 Autorità di sistema. Ha senso paragonare queste situazioni così profondamente diverse? Io sono un sincero estimatore dei porti nordici, ma pretendo che le condizioni siano uguali per tutti. Da questo punto di vista, credo che Barcellona e Marsiglia stiano dalla nostra parte. La guerra Nord-Sud non ha senso, ed è molto pericolosa: sperare di contare di più, però, è naturale. Anche perché loro sanno fare lobby, noi no».

La strada per recuperare terreno e traffici, secondo Musolino, è una sola: «Dobbiamo favorire le aggregazioni regionali, alternative non ne esistono. Il Napa (l’associazione dei porti nord adriatici, ndr) potrà, se riusciamo a farla funzionare decentemente, rappresentare un passaggio decisivo in questa direzione. E sono convinto che qualcosa del genere possa nascere a Ovest: Marsiglia, Genova, Valencia e Algeciras, per fare un esempio concreto, hanno interessi e problemi comuni. Il Mediterraneo sta diventando un asse sempre più importante nella geografia mondiale del trasporto marittimo. Dobbiamo sfruttare questo momento, dobbiamo superare campanilismi e micro-interessi locali. Quando troveremo il coraggio di immaginarci al centro di regioni transazionali, tutto diventerà più semplice. E forse sarà più facile anche competere con i grandi porti del Nord, o quanto meno arginarne lo strapotere. Ma finché ci sarà qualcuno che alzerà la voce per dire “io con Ravenna, o con Ancona, o qualsiasi altro porto non ci sto”, non potremo sperare di fare il salto di qualità».

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