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Mega-ships, gli armatori frenano. «Colpa dell’eccesso di capacità»

Genova - Dopo l’anno dei record, è arrivato lo stop alla corsa delle mega navi.

Genova - Dopo l’anno dei record, è arrivato lo stop alla corsa delle mega navi. Ne è convinta Drewry che ha analizzato i numeri delle consegne agli armatori e il trend del mercato, sentenziando la fine dell’era delle grandi portacontainer. L’anno appena passato è stato storico: mai così tante navi ultra large - quelle con una capacità pari o superiore ai 18 mila teu - sono entrate in servizio. Con le nuove unità nel 2018 sono stati aggiunti 525 mila teu di capacità di trasporto sulla rotta più trafficata al mondo, quella che collega l’Asia al Nord Europa. Ma sarà l’ultimo fuoco di artificio di un trend destinato a diminuire notevolmente quest’anno e anche nel 2020. «È altamente improbabile che tutte le navi di grandi dimensioni che sono in calendario per la consegna nel corso dei prossimi due anni, arrivino sul mercato come pianificato. Molte consegne saranno spostate negli anni a venire» spiegano gli analisti. Sulla carta infatti anche nel 2019 dovrebbero entrare in servizio nuove mega navi, ordinate in uno dei momenti positivi del settore. Oggi la situazione è opposta e nuova capacità sulle rotte porterebbe una diminuzione dei noli: attendere tempi migliori sembra la soluzione preferibile.

Drewry però spiega che anche una minima aggiunta di nuove navi sulla rotta non dovrebbe pregiudicare negativamente l’andamento del mercato. Le compagnie preferiscono rinforzare i servizi già esistenti, invece di creare nuove rotte. E con una navigazione più lenta il network degli armatori non dovrebbe subire trasformazioni pesanti. Lo slow steaming, spiegano gli analisti, è la chiave per ammortizzare gli effetti della nuova capacità immessa sul mercato dall’arrivo delle mega portacontainer. Il conto di questa strategia dovranno però pagarlo i porti che saranno chiamati a picchi di maggiore operatività, mentre alcuni scali, come accadrà già nelle prossime settimane, saranno addirittura esclusi dalle rotte. Le due più grandi compagnie al mondo, Maersk e Msc, da marzo introdurranno sei nuove mega navi sui servizi tra Asia ed Europa, ma dal network saranno tagliati otto porti. Con le navi più lente le compagnie poi vogliono ridurre i costi di carburante in vista dell’entrata in vigore del nuovo regolamento Imo che impone carburanti green dal 2020.

«Il numero di grandi portacontainer che arriveranno nei prossimi anni è un’eredità fastidiosa del passato, quando le compagnie erano eccessivamente fiduciose del mercato e probabilmente hanno valutato male i benefici che le mega navi avrebbero portato. Nonostante tutto - sentenzia infine Drewry - crediamo che le compagnie sapranno mitigare gli effetti della troppa capacità proprio con il ritardo programmato delle consegne e con una navigazione più lenta»

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