Crociere, soffrono i big del settore: a picco le prenotazioni

"Vittima eccellente" del coronavirus, il settore crocieristico sta soffrendo più di altri: quello che preoccupa è la situazione estiva, e soprattutto per il Mediterraneo dove le prenotazioni per l’estate 2021 e 2022 sono diminuite già del 40%.

La nave Grand Princess

Milano - "Vittima eccellente" del coronavirus, il settore crocieristico sta soffrendo più di altri: quello che preoccupa è la situazione estiva, e soprattutto per il Mediterraneo dove le prenotazioni per l’estate 2021 e 2022 sono diminuite già del 40%. I viaggiatori si tirano indietro dalle crociere programmate per paura, in un periodo dell’anno in cui le navi in genere iniziano a fare il pieno. Secondo quanto ricorda il Wall Street Journal, le principali compagnie di crociera registrano le prenotazioni per il Mediterraneo già nel mese di marzo, e prima del coronavirus - alla fine di gennaio - la stagione si stava profilando come una delle più richieste. Ma la diffusione del virus ha sconvolto tuto il quadro, e ad aggravare la situazione, il "caso" della Diamond Princess dove agli inizi di febbraio è scoppiata un’epidemia al punto che le autorità hanno messo in quarantena la nave della Carnival Corp. La stessa società ha annunciato pochi giorni fa di aver ordinato ad un’altra Diamond Princess di tornare a San Francisco dopo che un passeggero di un precedente viaggio era morto a causa del virus. Secondo due grandi operatori crocieristici, le navi nel Mediterraneo sono ora circa pieni per il 60%, in calo rispetto a circa il 75% in questo periodo dello scorso anno.

Per ora, in ginocchio è il mercato delle crociere in Asia, con i tre grandi operatori-Carnival, Royal Caribbean Cruises e Norwegian Cruise Line che prevedono di perdere più di 550 milioni di dollari quest’anno nella regione. Un piccolo operatore crocieristico giapponese, Luminous Cruise, ha appena presentato istanza di fallimento. A Liberty Travel, le cancellazioni delle crociere nelle ultime tre settimane sono state superiori del 22% rispetto al solito, dato che i casi di coronavirus sono aumentati in Italia. Le navi da crociera hanno contato 30 milioni di passeggeri l’anno scorso, e l’Associazione Internazionale Cruise Lines aveva previsto 32 milioni quest’anno, la maggior parte dei quali americani. I Caraibi rappresentano quasi un terzo del mercato dei passeggeri, seguiti dal Mediterraneo con il 17%, il resto dell’Europa con l’11% e la Cina con il 5%. Le quote di Carnival, Royal Caribbean e Norwegian Cruise sono crollate di circa il 30%, perdendo quasi 19 miliardi di dollari. La diffusione del virus in Europa, dove l’Italia è stata particolarmente colpita, ha lasciato i dirigenti dell’industria delle crociere a prepararsi al peggio nel lucrativo mercato mediterraneo. Secondo gli operatori, qualora luoghi come Santorini, Mykonos, una qualsiasi delle altre isole o Atene saranno colpiti, sarà un incubo.

È quello che teme Luigi Barchini, un gondoliere che lavora sui famosi canali di Venezia (i cui clienti sono principalmente crocieristi), il quale ha detto che gli affari sono diminuiti di quasi la metà. «Nei 23 anni di questo lavoro. Non ho mai visto un vuoto così», ha detto. L’importo del costo di un viaggio che i passeggeri possono recuperare varia in base a quanto tempo prima annullano il viaggio. Se è previsto in un intervallo di oltre due mesi è generalmente disponibile un rimborso completo, mentre i passeggeri che cancellano tra i 30 e i 45 giorni prima della partenza, in genere, ricevono indietro la caparra o il 50% della tariffa totale, a seconda di quale dei due importi è maggiore. Entro due settimane, il cliente non riceve indietro nulla.

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