Tirrenia-Moby, allarme della Cisl: "A rischio lavoro e linee"

Il sindacato: "Siamo molto preoccupati". La compagnia: "Allarme infondato".

Genova - Si scalda il fronte del porto e questa volta il grido d’allarme arriva per le navi che collegano in particolare Genova alla Sardegna, tutti i mesi dell’anno, trasportando sia passeggeri che merci. I sindacati, infatti, parlano di forti timori per quello che potrebbe accadere a Tirrenia e Moby e mettono in discussione la futura presenza, nel primo porto d’Italia, delle due compagnie di traghetti che con le loro navi collegano la banchine genovesi con le isole. A rischio, secondo i rappresentanti dei lavoratori, ci sarebbero gli uffici cittadini del gruppo Onorato - che controlla i marchi Tirrenia e Moby - ma anche l’occupazione che interessa decine di marittimi che orbitano sul capoluogo ligure, oltre alla continuità del servizio garantito via mare.
«C’è molta preoccupazione per quello che potrebbe accadere a Genova, soprattutto dopo che la compagnia ha deciso di chiudere nei giorni scorsi le proprie sedi in altre città d’Italia. Chiediamo la massima attenzione a Roma e un intervento del governo: si deve trovare rapidamente una soluzione perché sotto la Lanterna ci sono 30 lavoratori amministrativi che hanno perso tutte le certezze sul futuro, e sul totale dei 1500 marittimi che operano in Italia almeno 150 sono proprio in Liguria», dice Mauro Scognamillo, segretario generale Fit-Cisl Liguria.
«Il rischio è che tantissimi lavoratori possano trovarsi senza occupazione da un giorno all'altro, senza dimenticare le conseguenze drammatiche per l’indotto, il mondo dei servizi portuali e i collegamenti marittimi», aggiunge Davide Traverso, segretario Fit-Cisl Liguria con delega ai porti.

Nei giorni scorsi la società di navigazione ha comunicato ai sindacati che Tirrenia chiuderà le sedi amministrative di Napoli e Cagliari e trasferirà i dipendenti in altri uffici, in particolare a Portoferraio, Livorno e Milano. «A Genova, pochi mesi fa, sono stati decisi diversi trasferimenti a Livorno, trasferimenti che si sono trasformati in dimissioni di tutti gli impiegati interessati», denuncia la Cisl. Il verbale dell’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi a livello nazionale tra azienda e sindacati parla di un migliaio di esuberi fin da settembre 2020, come conseguenza dell’imminente scadenza - luglio 2020 - della convenzione da 72 milioni di euro per le rotte della continuità territoriale marittima della Sardegna e della Sicilia. Al momento non si prospetta alcuna proroga, anzi il governo, anche in base a un parere dell’Antitrust, sta già lavorando a una gara pubblica. collegamenti con le isole L’unico porto di partenza delle navi Tirrenia e Moby in Liguria è Genova, sia per i passeggeri che per le merci. Tirrenia copre i collegamenti Genova-Olbia, Genova-Porto Torres (365 giorni l'anno) e Genova-Arbatax (periodo estivo) mentre Moby opera sulla linea Genova-Bastia (dal 18 aprile al 27 ottobre) e nel periodo estivo gestisce fino a sei collegamenti al giorno da Genova per Olbia. Il gruppo opera, solo per il traffico merci, il servizio che tocca i porti di Genova, Livorno, Catania, Malta e viceversa. Contattato da Il Secolo XIX, il gruppo Onorato ha definito «timori infondati» le preoccupazioni dei sindacati smentendo «in maniera categorica» ogni possibile disimpegno dell’azienda su Genova.