Varata la "Bianchi", l'Italia conclude il programma Fremm

Genova - Varata, alla presenza del ministro della Difesa Lorenzo Guerini presso lo stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso, la fregata "Emilio Bianchi", decima e ultima unità del programma Fremm

Genova - Varata, alla presenza del ministro della Difesa Lorenzo Guerini presso lo stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso, la fregata "Emilio Bianchi", decima e ultima unità del programma Fremm (Fregate europee multi-missione), commissionate a Fincantieri dalla Marina militare italiana nell’ambito dell’accordo di cooperazione internazionale italo-francese, con il coordinamento di Occar, l’organizzazione congiunta per la Cooperazione europea in materia di armamenti. A seguito del varo, l’unità proseguirà le attività di allestimento presso lo stabilimento del Muggiano, e sarà consegnata nel 2021. La nave ha una lunghezza di 144 metri, una larghezza di 19,7 metri e un dislocamento a pieno carico di circa 6.700 tonnellate. Potrà raggiungere una velocità superiore ai 27 nodi con una capacità massima di personale trasportato pari a 200 persone. Nel corso del 2013 - spiegano dalla Fincantieri - sono state consegnate "Carlo Bergamini" e "Virginio Fasan", nel 2014 "Carlo Margottini", nel 2015 "Carabiniere", nel 2016 "Alpino", nel 2017 "Luigi Rizzo", nel 2018 "Federico Martinengo" e nel 2019 "Antonio Marceglia". Con l’esercizio dell’opzione, nell’aprile 2015, per la costruzione della nona, "Spartaco Schergat", e della decima unità, si è data completa attuazione al programma italiano.

L’iniziativa vede la partecipazione in qualità di primi contraenti per l’Italia di Orizzonte Sistemi Navali (51% Fincantieri, 49% Leonardo) e per la Francia di Armaris (Naval Group + Thales). «La Legge Navale approvata cinque anni fa e la commessa sbloccata di recente dall'attuale governo per costruire quattro nuovi sommergibili per la Marina hanno saturato i carichi di lavoro per il cantiere integrato di Riva Trigoso e Muggiano, ma ora il cantiere deve assumere personale del territorio».

Lo ha detto Davide Grino della rappresentanza sindacale unitaria della Fincantieri di Riva Trigoso: «L'esperienza di collaborazione nel progetto europeo delle Fremm ha consentito scambi tecnologici importanti e alla fine abbiamo costruito a Riva Trigoso 10 navi. Ora speriamo che abbia una favorevole conclusione il progetto portato avanti con i francesi della Naval Group che avrà la presidenza con l'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono e sede a Genova. Ma è indispensabile proseguire con le assunzioni di personale sul territorio e potenziare la formazione per rendere più moderno ed efficace il nostro cantiere in maniera adeguata ai nuovi carichi di lavoro».

«Fincantieri produce l'1% del prodotto interno lordo italiano e l'indotto è formato da oltre 3.000 aziende di cui il 75% italiane. Soltanto in Liguria 3.000 maestranze dirette e di queste il 70% nel settore militare». Lo ha detto il presidente di Fincantieri Giampiero Massolo che oggi ha preso la parola in sostituzione dell'ad Giuseppe Bono, per la prima volta assente a un varo per indisposizione: «Il nostro emblema è rappresentato dalla versatilità delle navi, dalla loro flessibilità d'impiego e dalla durata - ha detto Massolo -. Le nuove unità per decenni navigheranno negli scenari militari nel mondo oltre che a supporto della cittadinanza. Ora siamo in attesa per la fine febbraio di concludere il progetto europeo per formare un grande polo cantieristico capace di fronteggiare i competitor asiatici».

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