Terminal di Vado, sindacati in guerra sul referendum

Cgil e Cisl contro la Uil: "L'eventuale accordo determinerebbe elementi di dumping contrattuale eccessivo tra terminal portuali"

Gneova - Le segreterie regionali della Filt Cgil e Fit Cisl "sostengono le segreterie territoriali di Savona e le lavoratrici e i lavoratori di APM nella scelta di rifiutare un contratto aziendale che contiene pesanti deroghe al contratto nazionale sugli orari di lavoro, sulle prestazioni straordinarie e sui regimi di flessibilità". E' la dura presa di posizione di Laura Andrei, Marco Pietrasanta (Cgil) e Mauro Scognamillo, Davide Traverso (Cisl).

"Se approvata, l’ipotesi di accordo sottoposta a referendum il 19 e 20 maggio prossimi, frutto di un’intesa tra la società e la sola Uiltrasporti, determinerebbe elementi di dumping contrattuale eccessivo tra terminal portuali, scaricando sul costo del lavoro, e non sulla qualità del servizio, la concorrenza tra operatori". Così i sindacati si spaccano.

"La prima piattaforma semi automatizzata del Mediterraneo, gestita da una grande multinazionale come Maersk, merita un diverso rapporto con il Sindacato unitario e diverse tutele per lavoratrici e lavoratori. La concorrenza si fa su sviluppo e innovazione, non sulle flessibilità di orario, che rischiano di generare decadimento della sicurezza. Si confermano le ragioni del NO alla luce del comunicato dell’ADSP del Mar Ligure Occidentale del 15 maggio scorso, dove l’ente ricorda ai terminalisti che devono essere puntualmente rispettate le norme sull’orario di lavoro contenute nel CCNL, i regimi di orario e gli istituti di flessibilità in esso contenuti".

 

"Domani e dopodomani sarà importante votare no al referendum sull’ipotesi di accordo aziendale di APM perché, come Filt Cgil, insieme alla Fit Cisl, non condividiamo che la concorrenza nei terminal si svolga sul costo del lavoro, attraverso pesanti deroghe al CCNL dei porti. Abbiamo salutato positivamente gli investimenti a Vado, ma la nuova occupazione e lo sviluppo non si devono barattare con il decadimento delle tutele e dei diritti dei lavoratori del settore. Siamo amareggiati dell’accordo separato raggiunto da APM con la sola Uiltrasporti dopo 6 mesi di trattative, comunque intendiamo partecipare al referendum nell’ambito delle norme previste dagli accordi interconfederali, ribadendo le ragioni della nostra posizione contraria, per poter riaprire le trattative e trovare soluzioni condivise che non prevedano flessibilità eccessive su orario di lavoro e gestione dello straordinario" spiega Laura Andrei, segretaria generale della Flt Cgil.