Aldo Spinelli: «Il porto perderà più del 18% di traffici, ma da agosto la situazione è migliorata»

Intervista a tutto campo con l'imprenditore genovese: "Ho venduto il Livorno: col calcio mi fermo qui"

Genova - È più preoccupato per gli altri che per sé, anche se alla fine tutto il porto di Genova pagherà un prezzo alto: «Prevedo che il conto sarà salato per lo scalo, perderemo tra il 18 e il 25% dei volumi».
Aldo Spinelli guarda la crisi degli altri settori per cercare di capire cosa può accadere in casa sua: se i consumi non risalgono sarà necessario pensare ad una strategia diversa. «Stiamo facendo anche altre cose oltre al porto: logistica e un’importante operazione immobiliare».
Presidente, ha visto i numeri del porto? Anche a luglio -21%...

«Veramente ad agosto ho visto qualche dato in risalita, noi abbiamo lavorato: i traghetti hanno ripreso. Sui container c’è qualche problema in più».
Perché?
«Perché noi lavoriamo con le compagnie che collegano Genova agli Stati Uniti e al Sud America, Cile e Brasile soprattutto. In quei Paesi il virus sta bloccando il commercio. Serve il vaccino e serve subito per poter recuperare definitivamente. I numeri però non sono male, nonostante la pandemia».
A fine anno farete i conti...
«Chiuderemo in calo rispetto all’anno scorso. Ma è inevitabile: marzo, aprile e un pezzo di maggio sono stati praticamente a zero. Adesso stiamo andando in risalita per fortuna. Però penso che il porto di Genova chiuderà con un calo tra il 18 e il 25% dei traffici».
Con questa crisi è il momento di investire?
«Stiamo costruendo il deposito di Amazon, stiamo realizzando il complesso di Celle (il progetto immobiliare di Punta dell’Olmo, ndr). Abbiamo diversificato, stiamo anche facendo altro. In porto per fortuna abbiamo fatto tutti gli investimenti prima della pandemia».
È preoccupato per la situazione?
«Sono preoccupato per le aziende che hanno dovuto chiudere per la pandemia e che non sono state in grado di riaprire. Ad esempio a Genova ha mai contato i negozi, gli hotel, i ristoranti e i bar che sono rimasti chiusi? Se la gente continua a fare smart working, l’economia non gira. Possiamo solo aspettare il vaccino».
Il terminal Rinfuse?
«C’è stato un calo perché le acciaierie sono ferme. Stiamo ristrutturando per renderlo più moderno».
L’area del carbonile vi interessa sempre?
«Certo. Sono spazi importanti per il porto e per il nostro terminal».
Capitolo calcio: ha venduto il Livorno?
«Abbiamo ceduto il 90%. Teniamo una piccola quota anche per dare una mano ai nuovi soci».
Ma così non sarà più presidente?
«Ma io non voglio più farlo. Basta. C’è mio figlio Roberto che mi mette a perdere. Mi dice: «Basta buttare soldi nel calcio». E ha ragione: troppi soldi...Basta calcio».
Torniamo al porto: la fusione Psa-Sech?
«Ho visto che stanno andando avanti… Io credo però che ci saranno ricorsi da parte di tutti. Stanno creando un monopolio».
E voi lo farete?
«Il mio avvocato si chiama Roberto Spinelli, ha studiato legge in America. Chiedete a lui».