Concordia, De Falco: "Quella notte scolpita nella mente: potevamo salvarli tutti"

Parla il comandante della Capitaneria che intimò a Schettino di ritornare a bordo

Genova - «Il ricordo di quella notte è vivo, ben scolpito nella mente, nella memoria, sono stati momenti molto importanti umanamente e professionalmente». Così Gregorio De Falco nel 2012 capo sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno, racconta quella notte di 9 anni fa quando la Costa Concordia urtò uno scoglio nelle acque dell'Isola del Giglio riportando l'apertura di una falla lunga circa 70 metri sul lato di sinistra, un naufragio che provocò 32 morti.

«Si è trattato di un soccorso estremamente difficile, complicato, immane. Un soccorso nel quale avremmo potuto salvare tutti se avessimo avuto una minima e doverosa collaborazione dal comando di bordo le tragiche 32 vittime si sarebbero potute evitare. - continua De Falco - Sono comunque convinto che, oltre al grande lavoro svolto da tutti coloro che hanno partecipato ai soccorsi, abbiamo avuto una 'mano provvidenzialè, altrimenti ci sarebbero state molte più vittime». «Sono state 9 ore di operazioni di soccorso, - prosegue De Falco - lunghe interminabili alle quali hanno partecipato in tanti mettendo a disposizione tutte le loro capacità, abilità e spirito di servizio sono stati tutti bravissimi: chi lavorava in sala operativa, gli equipaggi delle motovedette, degli elicotteri tutti bravissimi in un intervento così difficile tenendo conto che si trattava di una nave di 300 metri, al buio, riversa su un fianco e che nessuno dei soccorritori conosceva la nave. E giustamente sono stati premiati con le medaglie al merito»