Lo shipping esce con le ossa rotte dal piano finanziamenti del governo

Confermato lo svuotamento dei fondi per gli armatori, Genova e Trieste fanno il pieno. Ecco cosa rimane nel documento

Genova - Lo shipping esce con le ossa rotte dal Piano del governo per utilizzare i soldi del Recovery.

Alla fine gli armatori non ottengono un euro per il rinnovo della flotta, ma rimangono i soldi ai porti. Soprattutto per le opere di Genova e Trieste.

"Sviluppo del porto di Genova: è prevista la realizzazione di una nuova diga foranea che consentirà

l'accesso delle navi di nuova generazione, l'adeguata protezione dei bacini interni e l'innalzamento
dei livelli di sicurezza delle manovre di ingresso e di evoluzione". Il documento ormai definitivo
"Sviluppo del porto di Trieste: è prevista la realizzazione del progetto Adriagateway
di potenziamento complessivo del sistema logistico del Porto di Trieste sia con riferimento alla
parte terminalistica che a quella dei collegamenti ferroviari".

E poi altri interventi: Ultimo miglio ferroviario e stradale (Porti di Venezia, Ancona, Civitavecchia, Napoli, Salerno);  Resilienza Infrastrutture a cambiamenti climatici (Porti di Palermo, Salerno, Manfredonia,
Catania e Venezia);  Accessibilità Marittima (Porti di Vado Ligure, Civitavecchia,Taranto, Marina di Carrara, Napoli e Salerno e Brindisi);  Aumento Capacità Portuale (Porti di Ravenna, Cagliari, La Spezia, Napoli, Trapani e Venezia);  Efficientamento energetico e ambientale: porti dello Stretto di Messina.

Altro capitolo gli investimenti sul cold ironing: "Il progetto Green Port si concentra sulle nove Autorità di Sistema Portuale nel Centro-Nord, non coperte dal PON Infrastrutture e Reti (Mar Ligure Occidentale, Mar Ligure Orientale, Mar Tirreno Settentrionale, Mar Tirreno Centro Settentrionale, Mare di Sardegna, Mar Adriatico Centrale, Mar Adriatico Centro-Settentrionale, Mar Adriatico Orientale, Mar Adriatico Settentrionale).
Si finanzieranno interventi di:
- riduzione dei consumi energetici legati alle attività di movimentazione merci e agli edifici
portuali, con particolare attenzione ai sistemi di illuminazione e sostituzione di impianti non
efficienti dal punto di vista energetico;
- efficientamento, produzione di energia da fonti rinnovabili e monitoraggio ambientale delle
aree portuali.

 

Resiste infine la parte sulla riforme e sulla necessità di realizzare il regolamento concessioni.