Genova, è guerra tra terminalisti e Signorini: “Sulla Culmv mettiamo in mora l'Authority”

Durissima lettera di Confindustria: “Vogliamo indietro i soldi dell'integrazione tariffaria, l'Autorità portuale non rispetta le norme”

Genova - Già l’oggetto della lettera sembra una dichiarazione di guerra: “Poteri di regolazione dell’Autorità e mancato rispetto degli obblighi gravanti sulla stessa. Atto di diffida e messa in mora”.

La carta intestata è di Confindustria Genova, la data è dell’11 febbraio. Il contenuto è una bomba che deflagra nel mezzo della trattativa tra i terminalisti e la Culmv sul rinnovo della tariffa.

Il Secolo XIX ha letto il documento durissimo nei confronti del presidente dei porti di Genova e Savona, Paolo Emilio Signorini che gli operatori accusano di non aver fatto abbastanza per gestire la Culmv e per questo chiedono i danni all’Authority e la restituzione dell’integrazione tariffaria dal 2009 al 2013. I conti li fanno gli stessi terminalisti: poco più di 8 milioni di euro. Il porto, secondo gli operatori, non segue la legge che anzi consente strumenti di controllo che, lamentano, Palazzo San Giorgio non avrebbe mai messo in campo.

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