Disegni (Alltrans): “Continuiamo a investire sull’estero”

“Nel 2020 non abbiamo fatto ricorso ad alcun ammortizzatore sociale e contando unicamente sugli sforzi e sulla produttività dei nostri clienti e dei nostri collaboratori abbiamo comunque fatto il nostro budget. I dati di produzione del 1° trimestre 2021 ci mostrano un segno di incremento medio del 20%"

“Alltrans è un Gruppo privato italiano, fondato nel 1976, attivo nei settori delle spedizioni internazionali e della logistica – dice Mario Enrico Disegni, managing director dell’azienda - La nostra attività copre i settori aereo, marittimo e terrestre in tutte le possibili declinazioni”.

Come è cambiato il vostro lavoro dopo l’esplosione dell’emergenza sanitaria?
“L’emergenza sanitaria ha determinato un’evoluzione assolutamente negativa del nostro lavoro. A fronte di una domanda sostanzialmente costante di servizi, da parte della nostra clientela, l’offerta degli stessi si è rivelata assolutamente insoddisfacente. In ambito aereo, ove la prevalente disponibilità di spazi era legata ai voli pax, la sospensione degli stessi, per lo sviluppo della pandemia, ha determinato gravi mancanze di stiva e conseguenti corse a rincari fuori controllo dei noli. A onore del vero, da parte di alcuni vettori, la trasformazione di voli pax in voli cargo ha consentito di mitigare parzialmente tale effetto. In ambito marittimo, in modo assolutamente spregiudicato, i vettori hanno posto in essere comportamenti indirizzati unicamente alla realizzazione di massimi profitti. Cancellazioni di partenze, annullamento unilaterale delle condizioni in essere, massicce riduzioni dello spazio stiva, mancanza di vuoti e aumenti vertiginosi dei noli, hanno determinato una discontinuità nella supply chain marittima che in questo momento minaccia seriamente la ripresa del commercio internazionale e dell’economia mondiale, rendendo estremamente difficile alle imprese di spedizione svolere la propria attività al servizio delle imprese produttrici”.

Quali sono le vostre prospettive per il 2021?
“Nel 2020 non abbiamo fatto ricorso ad alcun ammortizzatore sociale e contando unicamente sugli sforzi e sulla produttività dei nostri clienti e dei nostri collaboratori abbiamo comunque fatto il nostro budget. I dati di produzione del 1° trimestre 2021 ci mostrano un segno di incremento medio del 20% rispetto al corrispondente periodo del 2019. Segno che il Paese produttivo cerca con ogni mezzo di ripartire. Guardiamo quindi al futuro con positività, pronti a proseguire la nostra opera di internazionalizzazione”.

Che cosa pensa dello stato di salute delle infrastrutture nel nostro Paese?
“Si dice sempre che gli elementi fondamentali per i clienti sono: minor costo e certezza dei tempi di consegna (che non sempre vuol dire minor tempo possibile). Ecco, su quest’ultimo punto il sistema italiano deve crescere e lo deve fare sotto due punti di vista: un efficientamento del sistema ed una migliore comunicazione di quello che facciamo. Sull’efficientamento del sistema è evidente che abbiamo margini importanti di intervento: la rete infrastrutturale, soprattutto quella di accesso ai porti liguri, deve essere rafforzata in maniera importante. Sia quella ferroviaria che quella stradale. Finalmente iniziamo ad intravvedere la fine dei lavori del Terzo valico ma occorre poi intervenire sui flussi: serve un potenziamento della Voghera-Tortona ed un miglioramento della accessibilità del porto, anche se su questo ultimo punto mi pare si stia procedendo bene. Bisogna concludere Milano Smistamento, uno dei retroporti ferroviari principali dei porti liguri. Occorre la gronda autostradale: serviva decenni fa, oggi è imbarazzante parlare ancora di un’opera di cui non si conosce lo stato. Ma in questi mesi drammatici si è evidenziata la grave crisi che ha investito l’intera rete autostradale ligure. Anni di mancate manutenzioni fanno si che oggi si stiano programmando lavori che impattano fortissimamente anzitutto sulla vita di milioni di persone e poi, ahimè, anche sul trasporto merci. Già sono apparsi i primi surcharges da parte delle compagnie marittime giustificati dal caos autostrade. Queste situazioni non devono più capitare. Chi gestisce la cosa pubblica la deve mantenere in ottimo stato e lo Stato deve verificare puntualmente che ciò avvenga. I porti sono un nodo e come tutti i nodi rappresentano una potenziale criticità se i processi non sono bene oliati e, per quanto possibile, automatizzati. La digitalizzazione dei processi è fondamentale per consentire la consegna ed il ritiro dei contenitori in tempi rapidi, così come il momento doganale (intendendo con ciò tutti i controlli in import o export: dogana, sanità, fitopatologo, controlli radiometrici ecc.) deve dare risposte in tempi rapidi e certi”.

Parliamo di trasporti e ambiente: cosa state facendo per migliorare la qualità dei vostri servizi?
“Partendo dai programmi di Carbon Offset del 2008 Alltrans ha iniziato un processo virtuoso di cambiamento verso una spedizione più Eco-sostenibile attraverso l’interazione con la propria clientela maggiormente sensibile all’argomento, su processi tesi a: compensare le emissioni: compattare gli imballi; ottimizzare i carichi; pianificare la logistica; fare maggior ricorso all’intermodalità”.

Quali sono, oggi, le principali criticità del cluster logistico italiano?
“Al di là delle inadeguatezze strutturali, esso soffre di cronica mancanza di sufficiente attenzione da parte dello Stato su quanto questo comparto sia importante per il Paese e per il suo Pil. Una assurda politica fiscale, eccesso di burocrazia, carenza di sinergie di sistema e mancanza di flessibilità costruttiva nelle politiche del lavoro sono verosimilmente i maggiori handicap con i quali gli operatori debbono confrontarsi nel confronto internazionale che ne caratterizza l’attività”.

E quali sono, invece, i punti di forza?
“Il cluster logistico Italiano è formato in assoluta prevalenza da Imprese qualificate, esperte e capaci di lavorare in piena sintonia sul territorio nel collegamento del Paese con il mondo nelle proprie diverse specificità”.