d'Amico, test con i biocarburanti

La prova sulle navi a metà giugno

Genova - La decarbonizzazione nel trasporto marittimo è un fattore chiave e d’Amico Group ha avviato un joint industry project (JIP) insieme a Trafigura, ABS, RINA, il Fuel Oil Bunker Analysis Advisory Service (FOBAS) di Lloyd’s Register, il Registro Liberiano e Man Energy Solutions, per testare le nuove miscele di biocarburante (B30) a bordo delle sue navi, con l’obiettivo di valutarne l’impatto in termini di emissioni e rispondere in anticipo ai nuovi standard fissati da IMO.

Il progetto punta a calcolare la possibile riduzione delle emissioni di CO2 attraverso una “strategia di ciclo di vita”, utilizzando la cosiddetta analisi well-to-wheel (WTW), dall’acquisizione della materia prima alla sua combustione durante la navigazione, per confrontare le prestazioni dei biocarburanti e quelle dei tradizionali combustibili fossili. Inoltre, il test servirà a valutare la stabilità e la degradazione del biocarburante in relazione al tempo di stoccaggio e alle emissioni di NOx al fine di confermare che l’uso del biocarburante B30 non influisce sulla certificazione Tier II dei motori, oltre a misurare gli effetti e i miglioramenti sugli indici EEXI e CII adottati come misure di abbattimento delle emissioni a breve termine dall’IMO.

I test saranno effettuati sulle navi “Eco” LR1 (Long Range1) di d’Amico, Cielo Bianco e Cielo di Rotterdam già conformi alla fase 2 dell’EEDI (Energy Efficiency Design Index) indice di riferimento dell’IMO. Il carburante alternativo a basso contenuto di carbonio di seconda generazione (conforme alla direttiva UE sulle energie rinnovabili (Red I/II) e certificato ISSC) sarà fornito da TFG Marine, azienda leader nel servizio di bunkeraggio nella regione Amsterdam-Rotterdam-Anversa (ARA).

"Questo importante progetto mostra che il modello che vede diversi attori che agiscono separatamente si sta evolvendo verso uno sforzo congiunto, che mira alla collaborazione per trovare le migliori soluzioni per raggiungere obiettivi comuni di decarbonizzazione. La combinazione di visione strategica e capacità tecniche che accomuna noleggiatori, costruttori del motore (OEM), armatori, fornitori di carburante e organi di regolamentazione permetterà di sfruttare al meglio, studiare ed esplorare tutte le opzioni per raggiungere l’obiettivo di decarbonizzazione nel trasporto marittimo".

La fase preliminare del progetto ha avuto inizio a marzo 2021, quando sono stati resi noti i dettagli sulla natura e la composizione delle miscele di biocarburante, con la definizione dei protocolli relativi ai test del carburante, alle ispezioni, alla misurazione delle emissioni di NOx e ai test in mare. È stato inoltre necessario preparare l’analisi dei rischi, il “management of change”, adattare le procedure di swap e sviluppare un programma coerente di formazione degli equipaggi. 

La seconda fase, che prevede i test a bordo delle navi, è programmata per metà giugno 2021, in conformità con le rotte commerciali pianificate delle navi. Questa fase inizierà non appena il bunkeraggio sarà completato e tutti i protocolli saranno stati definiti e approvati dall’OEM e dalle società di classificazione coinvolte. La fase di test monitorerà il comportamento del motore principale, dei generatori diesel e delle caldaie nella combustione della miscela di biocarburante, per valutare il funzionamento, le prestazioni e la capacità di stoccaggio del carburante. Verranno inoltre misurate le emissioni di NOx.

La fase successiva ai test prevede l’elaborazione e l’analisi delle emissioni rilevate, con particolare attenzione a CO2 e NOx e ai loro effetti sugli indici EEXI e CII, secondo le linee guida esistenti.
La conclusione del progetto è prevista per metà luglio 2021.