Genova, Culmv in sciopero il 28 luglio

La decisione dei camalli contro la diminuzione delle giornate. E' ancora tensione con i terminalisti

Genova - Il 28 luglio, come anticipato dal Secolo XIX in edicola questa mattina, ci sarà lo sciopero della Culmv. La decisione è stata appena presa e comunicata ai delegati sindacali. In ballo c'è la diminuzione delle giornate che sta mettendo in difficoltà gli equilibri del piano di risanamento della Compagnia. E' l'ennesimo scontro tra i camalli e i terminalisti di Genova.

Ecco il comunicato dei sindacati

Nel 2021 il Porto di Genova ha ripreso a correre. L’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha reso pubblici i dati di Maggio 2021 al confronto con lo stesso mese del 2020. Aumentano le navi arrivate (+26,5%), le tonnellate movimentate (+43,1%) e il numero dei containers (+46.2%), ripartono le crociere e crescono anche i passeggeri dei traghetti. Il dato più rilevante è che nel settore containers la crescita si registra anche rispetto al 2019 (+3,3 %).


I conti non tornano per i lavoratori della CULMV. Le giornate lavorate nel Maggio 2021 crescono rispetto al dato disastroso del 2020, ma rimangono distanti da quelle lavorate nel 2019 (-12,7%). A volumi in crescita corrisponde meno lavoro per i Camalli, con carichi di lavoro crescenti e una esasperata ricerca della produttività. Se l’aumento delle produttività è annoverato tra i fattori che rendono più competitivo il nostro scalo occorre, dal nostro punto di vista, porre attenzione a come questo aumento si realizza. Occorre ragionare sulla sicurezza, sui tempi di guida e fare attenzione a quale organizzazione del lavoro si sta lentamente affermando sulle banchine. Ci preoccupa, ad esempio, la forte pressione dei terminal per ottenere una crescente flessibilità dei lavoratori che va ben oltre quella prevista dal CCNL dei porti, una martellante ricerca di risparmiare sul costo del lavoro che sta ingenerando una concorrenza tra lavoratori che riteniamo inaccettabile e dannosa per tutti i lavoratori del porto.
Nello scorso Gennaio l’assemblea dei soci ha deliberato con larghissimo consenso l’aggiornamento del Piano di risanamento e sviluppo e l’accordo d’investimento sugli SFP. La stipula di nuovi contratti coi terminal operators, al fine di ottenere tariffe di equilibrio, è uno dei cardini di quanto approvato. Alcuni contratti sono stati fatti, con altri operatori le trattative sono lente e faticose.


Rischia di essere una fatica inutile. Quale garanzie di giornate lavorate e di continuità avrà la CULMV? Che affidabilità hanno dei soggetti che stipulano accordi di collaborazione e poi ricorrono a tutti i trucchi possibili per risparmiare sugli avviamenti? Che ruolo intende avere l’Autorità di Sistema Portuale in questo delicato momento? Che fine ha fatto il piano dell’organico porto?


Il porto di Genova è al centro di epocali investimenti per potenziare le infrastrutture, i collegamenti e le tutele ambientali. Tutte le grandi compagnie armatoriali scalano le nostre banchine. È nell’interesse generale del porto aprire una nuova stagione di conflittualità?


Queste domande hanno bisogno di risposte, di soluzioni efficaci e veloci, non si possono scaricare sulla schiena dei soci della CULMV i costi della pandemia.