Esercito e Marina rinnovano i mezzi, pioggia di soldi e commesse in Liguria

Il documento programmatico per i prossimi tre anni: Fincantieri e Leonardo in prima fila

di Mariano Alberto Vignali

La Spezia - Sarà il comprensorio ligure a vedere i maggiori investimenti, almeno per ricadute sull’industria e sull’indotto, nel "settore difesa" nei prossimi tre anni. Il dato arriva dal documento programmatico pluriennale della difesa per il triennio 2021-2023 che è stato firmato dal ministro Lorenzo Guerini, in pratica la guida onnicomprensiva su quello che faranno, su come si organizzeranno e su che necessità avranno, acquisizioni di dotazioni comprese, le quattro forze armate italiane. Per la Liguria il polo è sbilanciato sul navale, ma la presenza di Leonardo (cannoni e missili) alla Spezia amplia lo scenario anche al terrestre. Lo sviluppo dello strumento militare italiano è necessariamente collegato alla modernizzazione e in questo il programma di rinnovamento della Marina vede una serie di commesse nel polo produttivo ligure (Genova, Riva Trigoso e Spezia). Tutto si svolgerà - o sarà terminato - in Liguria. Si parte con la costruzione di 2 nuovi cacciatorpediniere per un investimento iniziale di 2.349,10 milioni di euro che entro il 2035 arriverà a 2.700 milioni, si prosegue con la realizzazione di 8 pattugliatori d’altura per un primo stanziamento di 1.505 milioni che con altri fondi, al 2035, arriveranno a 3.500 milioni. Il programma dei vari conta 4 nuovi sommergibili U212 (1,4 miliardi), 2 unità da supporto logistico con un primo stanziamento di 411,50 milioni di euro che poi arriveranno a 823 milioni. Inoltre c’è un investimento per gli studi destinati alla realizzazione di 3 nuove unità anfibie, per 3 milioni di euro. Questo primo pacchetto oggettivamente sarà appannaggio di Fincantieri, l’unica azienda in grado di realizzare questo tipo di unità.

A ciò si sommano le prosecuzioni degli investimenti per le navi in fase di realizzazione. Si parla di 7 pattugliatori tipo Ppa per un fondo di 1.711,6 milioni; del completamento del programma, ci sono 10 navi in ballo, delle fregate Fremm con fondi da 1.177,6 milioni, più entro il 2032, un finanziamento di 78 milioni. Della partita c’è anche il completamento nave polivalente d’assalto Trieste, sui 310,4 milioni. Anche queste tutte al Muggiano. Altre navi non è certo siano appannaggio sicuro di Fincantieri, ma le opzioni restano poche e comunque legate all’azienda leader. Si tratta di realizzare tre navi oceanografiche, circa 600 milioni di euro, una nave intelligence (una nave spia) da 470 milioni e la nave appoggio subacquei il cui contratto è già affidato al cantiere Mariotti di Genova e costerà 424,1 milioni. Intermarine di Sarzana dovrebbe realizzare 12 cacciamine, 1.001 milioni nei primi tre anni, ma il programma è articolato ed arriverà a 3.000 milioni entro il 2031. Vi sono poi mezzi minori, dai rimorchiatori alle unità di supporto, complessivamente dovrebbero essere 800 milioni a cui guardano cantieri più piccoli. A tutto questo si aggiungono i lavori di manutenzione mezza vita per le unità classe Doria, solo per i primi tre anni sono 170 milioni, ma si prevede il triplo entro il 2027.

Non ci sono solo navi però: per l’acquisto dei missili Teseo Mk-2 Evolved, di Leonardo, ci sono 375,1 milioni e per il programma di ammodernamento delle forze speciali ci sono 133,1 milioni. Sul fronte terrestre Leonardo guarda all’acquisizione dei nuovi mezzi (630 unità) Freccia e (150 unità) Centauro, per l'Esercito, qui Oto Melara è interessata ad una parte dei circa 4.000 milioni previsti. Ma la stessa azienda dovrebbe essere della partita per i 14 milioni destinati all’ammodernamento degli obici FH-70. —