Veti incrociati sulla delibera. A Genova clima teso in Authority

Terminal Rinfuse, lo scontro sull’allungamento della concessione

di Si.Gal.

Non è buona nemmeno la seconda. L’allungamento della concessione al Terminal Rinfuse di Genova, oggi controllato da Spinelli e Msc, non sarà approvata nemmeno domani. Ed è il secondo rinvio, «un segnale che qualcosa si è rotto» nella macchina dell’Autorità di sistema Portuale, come sussurra una fonte politica allarmata per il clima. Perché se è chiaro che la delibera era finita la prima volta impantanata nella lotta - ennesima - tra terminalisti, la nuova crepa che si è aperta al secondo tentativo è di tipo più politico. Raccontano che le perplessità maggiori su quella decisione arrivino dai territori, Genova e Savona. Giorgio Carozzi, il rappresentante della municipalità del capoluogo su indicazione del sindaco Marco Bucci, respinge al mittente: «Non è vero che sono contro quella decisione. Io sono a favore di tutto quello è bene per la comunità portuale. Sono convinto che anche questa delibera, che non ho ancora visto, sarà su questo solco». Si sa che le voci, soprattutto quelle politiche, sono maligne e l’uscita netta di Carozzi potrebbe rasserenare un po’ il clima a Palazzo. Perché un po’ di agitazione era evidente, soprattutto in queste ultime ore. A Savona ad esempio, rappresentata nel board dall’esperto Rino Canavese, da tempo sostengono la specializzazione dei due porti. Significa che le rinfuse, nel grande disegno di investimenti per lo scalo presentato peraltro in Regione non molto tempo fa, dovrebbero spostarsi in quel porto. Carbone, cemento e altra merce di questo tipo, dopo un lungo periodo di crisi, fanno di nuovo gola agli operatori. La ripartenza del settore dell’edilizia ha dato nuovo impulso e l’allungamento per altri 30 anni della concessione del terminal, come scritto nella delibera, complicherebbe i piani che prevedono il trasloco. E così, per scongiurare un secondo ritiro della carta quando ormai è già sul tavolo, il dossier non sarà discusso nemmeno questa volta. La motivazione ufficiale parla di concomitanza di uno sciopero, ma il risultato è che anche questa volta è tutto rimandato. La decisione è stata presa venerdì in tarda serata, ma così ieri anche la politica si è accorta che qualcosa non andava. Da quel comitato, si ragionava in ambienti regionali, devono passare le decisioni più importanti per il porto di Genova. Ma ora sembra che ci siano «secche che impediscono una regolare navigazione». Domani il board deciderà definitivamente su una bega da Tar con i canottieri Elpis: un avvenimento importantissimo per la società genovese, ma forse non così strategico per il porto. Msc e Spinelli avevano chiesto un allungamento della concessione in vista di un investimento di circa 75 milioni di euro, prevedendo di far salire gli occupati dagli attuali 43 a 77 nel 2029 per poi stabilizzarsi su questa cifra negli anni successivi. Toccherà al board decidere se e quando dare via libera al piano. —