MattioIi: “Pnrr, l’occasione per passare ai fatti”

“Ai porti del Sud Italia arriveranno circa 1,2 miliardi dal Fondo complementare al Pnrr e da fondi del Mims che dovranno essere spesi tra il 2021 e il 2026. Di questi, circa 360 milioni sono destinati all’Autorità del Mar Tirreno Centrale”

Mario Mattioli

Come stanno andando i traffici nei porti di Napoli e Salerno? «Secondo le statistiche dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno Centrale – spiega Mario Mattioli, presidente di Confitarma -, nei primi otto mesi del 2021 i porti di Napoli e Salerno hanno movimentato circa 22 milioni di tonnellate di merci, un quantitativo pari a quanto movimentato nello stesso periodo del 2019, ma con un aumento del 10% rispetto ai primi otto mesi del 2020. In tutte le categorie merceologiche si sono registrati aumenti che variano a seconda dei settori. Per esempio, per le rinfuse solide si registra un aumento del 35%, per il traffico container del 5%. Per i rotabili, Salerno ha movimentato il 10% in più mentre Napoli il 18,5% in più, per un totale di circa nove milioni di tonnellate di ro-ro movimentate, pari al 9,3% in più rispetto a gennaio-agosto 2020 e l'1% in meno rispetto ai primi otto mesi del 2019».

Quanto il Covid ha penalizzato la portualità campana?
«Durante i periodi di chiusura a causa del Covid, l’area commerciale del porto ha continuato a funzionare garantendo i rifornimenti essenziali come i prodotti alimentari o energetici, mentre il traffico crocieristico si è praticamente bloccato nel 2020. Oggi ci troviamo in una fase di lenta ripresa, ben lontani dai valori pre-pandemia: nonostante un recupero del 21,2% nei primi mesi del 2021 rispetto al 2020, il traffico crocieristico rimane il settore più in difficoltà. L’auspicio è che si concretizzi una ripresa vera e propria nei prossimi mesi anche se le previsioni ci dicono che dovremo aspettare il 2023».

Quale è il potenziale impatto del Pnrr sullo sviluppo dei traffici dei porti di Napoli e Salerno?
«Ai porti del Sud Italia arriveranno circa 1,2 miliardi dal Fondo complementare al Pnrr e da fondi del Mims che dovranno essere spesi tra il 2021 e il 2026. Di questi, circa 360 milioni sono destinati all’Autorità del Mar Tirreno Centrale per la realizzazione o il completamento di una serie di opere indispensabili per il miglior funzionamento di questi scali».

Quali sono le opere necessarie allo sviluppo della portualità campana? Ci sono criticità che devono essere affrontate?

«Come per tutti gli altri porti del Paese, devono essere sviluppate le infrastrutture a cominciare dai collegamenti con l’entroterra e l’adeguamento ai traffici di moli e banchine: speriamo che questa volta si riuscirà a tradurre in concreto i tanti progetti ormai sulla carta da troppo tempo. Indubbiamente - prosegue l’armatore - opere quali il dragaggio del porto di Salerno, il riassetto dei collegamenti ferroviari a Napoli e il miglioramento delle connessioni stradali a Salerno, tutti interventi previsti nel fondo complementare, sono fondamentali per lo sviluppo dei traffici. Non dobbiamo tuttavia dimenticare l’importanza di mantenere in efficienza grazie ad una manutenzione regolare le opere già esistenti che sono piuttosto datate. Per quanto riguarda il cold ironing, tema di grande attualità per il quale tra Napoli e Salerno sono destinati complessivamente 40 milioni di euro, non dobbiamo dimenticare che la fornitura di energia alle navi da crociera ormeggiate in pieno centro cittadino richiede interventi impattanti sia sotto il profilo della quantità di energia da erogare, sia sotto il profilo delle opere da realizzare. Infine, anche per quanto riguarda gli interventi “soft”, cioè che non richiedono la realizzazione di infrastrutture ma che interessano aspetti di tipo regolamentare o infrastrutture immateriali, è più che mai opportuno fare in modo che le best practices di un porto vengano estese anche all’altro secondo una logica di sistema fra i due porti».